Palawan, Filippine – 9 gennaio 2026. Un gruppo di nove turiste italiane, prevalentemente originarie di Milano, ha vissuto attimi di terrore durante un’escursione sull’isola di Palawan, nota meta turistica delle Filippine. L’imbarcazione che le trasportava verso l’isolotto di Peña Plata, celebre per le sue acque cristalline e le spiagge incontaminate, ha improvvisamente iniziato ad affondare, lasciandole in balia del mare per 45 minuti.
Filippine, l’incidente in mare: mancanza di sicurezza e panico
Le turiste erano partite da Coconut Beach, una delle località balneari di Palawan, apprezzata meta turistica delle Filippine per il suo ambiente naturale preservato e la ricca biodiversità marina. Durante il ritorno, il mare si è improvvisamente agitato e l’imbarcazione, una barca tradizionale in legno con bilancieri laterali, ha cominciato a imbarcare acqua. Nonostante gli sforzi del marinaio, l’acqua entrava più rapidamente di quanto potesse essere rimossa.
Il capitano non disponeva di dispositivi di sicurezza fondamentali, come razzi di segnalazione o radio per l’allarme, né tantomeno aveva con sé un cellulare funzionante. Per questo motivo, le donne hanno deciso di legarsi tra loro con corde, salvagenti e tavole di legno per evitare di disperdersi nelle onde. Una delle turiste, fortunatamente, aveva un cellulare impermeabile con cui ha potuto inviare l’allarme a un familiare rimasto a terra, che ha prontamente avvisato l’albergo e le autorità locali di Port Barton.
La provincia di Palawan e il turismo sostenibile
Palawan, la più grande provincia delle Filippine per estensione territoriale, è famosa per il suo patrimonio naturale unico, compresi due siti UNESCO: il Parco Nazionale del fiume sotterraneo di Puerto Princesa e le barriere coralline di Tubbataha. Oltre a spiagge come El Nido e Coron, è meta ambita per chi cerca un turismo eco-sostenibile in un contesto di biodiversità straordinaria.
L’arcipelago di Palawan è abitato da diverse etnie, tra cui i Palaweños e i Batak, e la sua economia dipende sempre più dal turismo, sebbene rimangano sfide legate allo sviluppo delle infrastrutture e alla tutela ambientale. L’esperienza vissuta dalle turiste italiane ha attirato l’attenzione delle autorità locali, che stanno valutando di avviare indagini sulla sicurezza delle imbarcazioni turistiche nella zona.
Giovanna Fantini e l’impegno professionale
Tra le turiste coinvolte c’è l’avvocata milanese Giovanna Fantini, nota per il suo impegno nella difesa dei diritti del lavoro e per la promozione delle pari opportunità di genere nell’ordinamento italiano. Attualmente consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Milano e presidente di commissioni chiave, Fantini ha raccontato l’incubo vissuto in mare. Nonostante la paura, la sua determinazione e quella delle compagne hanno fatto la differenza in questa drammatica vicenda.
L’imbarcazione di soccorso, inviata dall’hotel, ha permesso infine di trarre in salvo il gruppo, che rientrerà in Italia secondo il programma stabilito. La denuncia presentata dalle turiste potrebbe portare a maggiori controlli e a una revisione delle misure di sicurezza per i turisti in viaggio a Palawan e nelle Filippine.




