Roma, 27 febbraio 2026 – Il progetto del nuovo stadio della Roma nell’area di Pietralata si avvicina a un’importante svolta. La Giunta di Roma Capitale ha infatti dato il via libera fondamentale che segna un passaggio cruciale nell’iter burocratico per la realizzazione dell’impianto di proprietà della società giallorossa. L’intervento è destinato a trasformare profondamente il quadrante Est della Capitale, aprendo nuove prospettive di sviluppo urbano e sportivo.
Il progetto e le caratteristiche dello stadio

Il nuovo stadio avrà una capienza complessiva di circa 60.605 posti, con una Curva Sud da 23.000 spettatori, una delle zone più calde del tifo romanista. Il progetto prevede non solo la struttura sportiva, ma anche spazi commerciali, un museo dedicato alla storia del club, ampie aree verdi che superano i 15 ettari, parcheggi e percorsi ciclopedonali. Questa infrastruttura rappresenterà un vero e proprio polo multifunzionale, aperto non solo durante le partite, ma anche per eventi sportivi, concerti e altre manifestazioni di massa.
L’area individuata, all’interno del Municipio IV, è strategica dal punto di vista della mobilità: si trova nelle vicinanze della stazione Tiburtina, che costituisce un nodo fondamentale per il trasporto pubblico, con collegamenti metropolitani, ferroviari ad alta velocità e direttrici autostradali. La proposta includerà anche interventi per migliorare l’accessibilità, con collegamenti pedonali e ciclabili verso la città e la stazione Tiburtina, incentivando modalità di trasporto sostenibili.
Reazioni dei quartieri e impatto sul territorio
La notizia del via libera ha suscitato reazioni contrastanti nei due quartieri più legati al tifo giallorosso. A Testaccio, storico cuore della tifoseria romanista, i tifosi manifestano soddisfazione e fiducia: il sogno di uno stadio di proprietà sembra finalmente a portata di mano. A Pietralata, invece, il dibattito è più articolato. Se da una parte si guarda con interesse all’indotto economico e alle opportunità di riqualificazione urbana che l’opera potrebbe generare, dall’altra emergono anche preoccupazioni legate al rischio di congestione e all’impatto ambientale.
Gli abitanti di Pietralata, quartiere con una storia complessa e una densità abitativa elevata, sono consapevoli della trasformazione che il progetto comporterà. L’area, finora caratterizzata da una carenza di servizi e da un certo isolamento, potrebbe beneficiare di nuove infrastrutture e spazi pubblici di qualità, come il Parco sportivo previsto nel masterplan. Tuttavia, sarà fondamentale monitorare attentamente le fasi successive per garantire un equilibrio tra sviluppo e vivibilità.
L’iter amministrativo proseguirà ora con le fasi tecniche e autorizzative, che dovranno essere completate entro marzo 2026 per consentire l’avvio dei lavori. La Regione Lazio avrà un ruolo chiave nella conferenza dei servizi e nelle valutazioni ambientali e urbanistiche. Intanto, la tifoseria di tutte le età segue con attenzione le evoluzioni di un progetto destinato a segnare una nuova epoca per la Roma e per la città stessa.



