Palermo, 3 aprile 2026 – La Regione Siciliana ha trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile un secondo piano di interventi per un ammontare complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro destinati a fronteggiare i danni causati dal ciclone Harry e dalla grave frana di Niscemi. Il documento, ora in fase di valutazione per l’approvazione, prevede una serie di misure articolate che spaziano dal ripristino delle infrastrutture al sostegno economico per le popolazioni e le imprese colpite.
Dettagli del piano e interventi principali
Il piano include risorse per oltre 1,3 miliardi di euro destinate alla realizzazione di opere strutturali volte a ridurre le situazioni di rischio ancora presenti e a garantire la sicurezza pubblica. Sono inoltre stanziati 173 milioni di euro per la ripresa delle attività economiche, mentre gli interventi di somma urgenza, predisposti dai Comuni e validati dai tavoli tecnici del Genio Civile, ammontano a circa 46,5 milioni di euro. Per il ripristino dell’edilizia privata sono previsti quasi 33 milioni di euro, mentre le misure di sostegno alle famiglie si attestano a 3 milioni. Ulteriori fondi, pari a 1,5 milioni di euro, sono destinati ai contributi per l’autonoma sistemazione per altri sei mesi. Infine, per far fronte alla frana di Niscemi, sono stati previsti circa 7,3 milioni di euro.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commissario delegato per l’emergenza, ha dichiarato: «Avviamo la seconda fase della ricostruzione. Questi interventi si aggiungono a quelli del primo piano e alle misure già messe in campo, come i ristori alle imprese e il sostegno agli sfollati di Niscemi. Guardiamo al futuro, anche lavorando sulla prevenzione per affrontare i cambiamenti climatici, ormai una realtà con cui dobbiamo fare i conti».
Emergenza a Niscemi e risposta istituzionale
La situazione a Niscemi resta critica: la ripresa delle piogge ha aggravato la condizione del territorio, con nuovi crolli e oltre mille persone sfollate, numero destinato ad aumentare secondo le autorità locali. La frana ha interessato un fronte di circa quattro chilometri lungo la strada Provinciale 10, causando danni pesanti a edifici e infrastrutture e isolando parzialmente il comune. Le autorità hanno disposto l’allestimento di aree di accoglienza, con il trasferimento di centinaia di brandine da Palermo per ospitare gli sfollati.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Governo e del Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, stanziando una prima tranche di 100 milioni di euro per gli interventi urgenti. Successivamente, il decreto-legge approvato a febbraio ha mobilitato risorse per oltre 700 milioni di euro, che, sommate ai precedenti fondi, portano le disponibilità complessive a oltre 1,2 miliardi di euro per Sicilia, Calabria e Sardegna.
Le misure straordinarie comprendono sostegni a privati e imprese, sospensioni di termini fiscali e contributivi, oltre a disposizioni specifiche per la messa in sicurezza e il consolidamento del versante franoso di Niscemi, con procedure di appalto accelerate e gestione commissariale delle attività di ripristino.
La Regione Siciliana e la Protezione Civile continuano a monitorare la situazione con attenzione, mentre si intensificano gli sforzi per la ricostruzione e la prevenzione futura.





