LONDRA, 16 febbraio 2026 – Un’inchiesta giornalistica della Bbc, in collaborazione con la redazione di Panorama, riapre scenari inquietanti su un caso di omicidio avvenuto nel Regno Unito nel 2002, mettendo in luce possibili errori investigativi e collegamenti con un noto assassino italiano. Danilo Restivo, già condannato in Italia per l’omicidio della sedicenne Elisa Claps a Potenza nel 1993, è ora sospettato di essere coinvolto anche nel femminicidio di Jong-Ok Shin, studentessa sudcoreana accoltellata a morte a Bournemouth nel 2002.
Il caso di Jong-Ok Shin e la condanna di Omar Benguit
La giovane Jong-Ok Shin fu assassinata nelle prime ore del 12 luglio 2002 mentre tornava a casa da un nightclub nella zona di Charminster, Bournemouth. L’accoltellamento alle spalle con una lama di 14-15 cm causò la sua morte poco dopo il ricovero in ospedale. La polizia di Dorset arrestò Omar Benguit, un uomo con precedenti per droga e aggressioni, che venne condannato all’ergastolo nel 2005. Tuttavia, la condanna di Benguit è stata più volte messa in discussione, soprattutto a causa della natura circostanziale delle prove e di testimonianze poco affidabili provenienti da persone con problemi di tossicodipendenza.
L’inchiesta della Bbc ha portato alla luce nuove immagini di telecamere di sorveglianza che sembrano escludere la presenza di Benguit sulla scena del crimine, mentre evidenziano una possibile somiglianza con il profilo di Danilo Restivo, che all’epoca viveva nel Regno Unito. Inoltre, emergono gravi irregolarità investigative, con accuse di manipolazione delle testimonianze e intercettazioni telefoniche che suggerirebbero un tentativo della polizia di incastrare Benguit, forse per coprire indagini fallimentari su Restivo.
Danilo Restivo e l’omicidio di Elisa Claps
Danilo Restivo è noto per l’omicidio di Elisa Claps, avvenuto il 12 settembre 1993 nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il corpo della ragazza fu ritrovato solo nel 2010, dopo diciassette anni di ricerche. Restivo, che aveva 21 anni all’epoca, fu condannato in Italia a trent’anni di carcere per questo delitto. Nel Regno Unito, nel 2011, venne condannato all’ergastolo per l’omicidio della vicina di casa Heather Barnett, commesso nel novembre 2002.
Le analogie tra i delitti di Heather Barnett e Jong-Ok Shin, nonché il modus operandi di Restivo, hanno alimentato sospetti circa la possibile sua responsabilità anche nell’omicidio della studentessa sudcoreana. Tuttavia, fino ad oggi, la giustizia britannica non ha riaperto ufficialmente il caso a suo carico, mentre la posizione di Omar Benguit rimane al centro di dibattiti e appelli legali.
L’inchiesta giornalistica mette dunque in discussione non solo l’attendibilità delle indagini iniziali condotte dalla Dorset Police, ma anche la correttezza delle condanne emesse, aprendo nuove prospettive su un delitto che ha segnato profondamente la comunità di Bournemouth e riaccende i riflettori su uno dei più inquietanti criminali italo-britannici degli ultimi decenni.





