Niscemi, 30 gennaio 2026 – Nel sottosuolo di Niscemi, a pochi metri sotto il centro storico, giacciono da oltre vent’anni degli strumenti di monitoraggio fondamentali per la sicurezza del territorio, ma completamente dimenticati. Si tratta di inclinometri e piezometri, dispositivi progettati rispettivamente per rilevare movimenti del terreno e monitorare i livelli di falda acquifera, installati in profondità nei tunnel scavati fino a cinquanta metri. Questi strumenti, che avrebbero dovuto essere controllati mensilmente per prevenire rischi di frane, non ricevono manutenzione dal 2007.
Il sistema di monitoraggio abbandonato
Secondo quanto riportato da La Stampa, il sistema di monitoraggio era stato installato su incarico del Comune di Niscemi, che inizialmente affidò i controlli a una ditta specializzata. Tuttavia, dopo i primi due anni di verifiche, gli strumenti sono stati del tutto trascurati. “Non ricordo nulla di questo sistema di monitoraggio”, ha dichiarato al quotidiano Valeria Spadaro, responsabile dei Lavori pubblici del Comune. Questo abbandono solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza in una zona già colpita da una frana nel 1997.
Allerta e gestione dell’emergenza frane a Niscemi
L’episodio si inserisce nel contesto di un’allerta crescente per fenomeni franosi nel territorio di Niscemi. Recentemente, circa 500 persone sono state evacuate a scopo precauzionale a causa di nuove frane che hanno interessato quattro strade principali, con la chiusura della provinciale 10. Le autorità locali e regionali, insieme alla Protezione Civile siciliana, hanno attivato protocolli di emergenza per la messa in sicurezza della popolazione e delle infrastrutture. Il presidente del Libero Consorzio dei Comuni di Caltanissetta, Walter Tesauro, ha espresso massima vicinanza alla comunità colpita, assicurando un impegno costante per fronteggiare la situazione.
Il ritrovamento e la mancata manutenzione degli strumenti di monitoraggio rappresentano un elemento critico in un territorio che presenta una storia di frane e instabilità geologica. L’attenzione delle istituzioni rimane alta, con la consapevolezza che una efficace prevenzione richiede continuità e rigore nei controlli per evitare il ripetersi di emergenze come quelle attuali.





