La frana che ha colpito Niscemi ha costretto oltre 1330 residenti a lasciare le proprie abitazioni, creando una situazione di emergenza e incertezza per molte famiglie. Tra gli sfollati c’è Angela Vaccaro, che esprime il desiderio di tornare alla sua casa, ancora in piedi, e di non rinunciare alla vita costruita con sacrificio nel suo paese.
La proposta del sindaco di Gela per la ricostruzione
Il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, ha manifestato la disponibilità a cedere aree nel suo territorio per agevolare la ricostruzione delle abitazioni di chi ha dovuto abbandonare Niscemi. Questa proposta ha suscitato reazioni contrastanti tra gli abitanti, molti dei quali preferirebbero restare nella propria città. Giovanni Blanco, ad esempio, evidenzia la preoccupazione per la mancanza di certezze, vivendo quasi a ridosso della zona rossa.
Niscemi: le difficoltà degli sfollati e le loro testimonianze
La maggior parte degli sfollati ha trovato ospitalità presso familiari o amici, mentre una quarantina di persone è stata accolta temporaneamente nella casa di riposo “Giugno”. Giovanni Lo Monaco sottolinea che queste abitazioni rappresentano “sacrifici di una vita, nostri e dei nostri padri”, e ribadisce l’importanza di ricostruire in zone sicure. Andrea D’Alessandro, professionista niscemese, richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere l’unità territoriale di Niscemi e di investire fondi adeguati per la ricostruzione, evitando promesse inutili. Inoltre, ricorda come la città abbia già subito un altro grave danno con l’incendio che ha distrutto l’area protetta della Sughereta la scorsa estate.
Marco Battaglia, ospite da amici, esprime il suo dolore per la perdita dell’accesso alla propria abitazione e invita a un intervento rapido e concreto per la realizzazione di una eventuale “new town”, affinché la comunità non rimanga sospesa in un limbo di incertezza.






