Palermo, 7 aprile 2026 – A oltre due mesi dalla frana che ha colpito la cittadina di Niscemi lo scorso 25 gennaio, molte famiglie risultano ancora in condizione di grave disagio. Il Comitato evento franoso Niscemi denuncia infatti che le donazioni raccolte da privati, associazioni ed enti, destinate agli sfollati, sono ferme in municipio e non sono state ancora erogate.
Niscemi, donazioni bloccate nonostante la disponibilità dei fondi
Il Comitato sottolinea che le somme di denaro donate al Comune di Niscemi per sostenere le famiglie colpite dall’evento franoso sono immediatamente disponibili, ma non sono state distribuite. Per questo motivo, si rivolge al sindaco di Niscemi, Massimiliano Valentino Conti (in carica dal 2017, secondo mandato dal 2022), e al consiglio comunale chiedendo un intervento urgente per la consegna dei contributi. Questi dovrebbero essere destinati a tutte le famiglie evacuate dalla zona rossa per almeno trenta giorni, a seguito dell’evento del 25 gennaio.
Proposta di criteri per l’erogazione dei contributi
Il Comitato ha elaborato una proposta per criteri di distribuzione chiari e proporzionali: un contributo minimo di 1.000 euro per ogni nucleo familiare composto da una sola persona, con l’aggiunta di 200 euro per ogni altro componente residente nella zona rossa al momento della frana. Inoltre, è prevista una quota aggiuntiva di 200 euro per ogni familiare titolare di legge 104/92 o con età superiore ai 65 anni.
Parallelamente, l’amministrazione comunale ha attivato un bando speciale di concorso per l’assegnazione di 25 alloggi residenziali a canone sostenibile, destinati alle famiglie sfollate in seguito agli eventi franosi di gennaio 2026. Contestualmente, sono stati riaperti i termini per la presentazione delle istanze di contributo per la ricognizione dei danni subiti, come previsto dall’ordinanza della Protezione Civile n. 1180/2026.
La situazione rimane dunque critica per i cittadini di Niscemi, che si trovano a dover affrontare le conseguenze di un evento naturale che ha colpito duramente la loro comunità.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Niscemi, il procuratore di Gela: “Nulla è stato fatto dopo la frana del 1997”




