Milano, 23 gennaio 2026 – È scomparso oggi a Milano, all’età di 87 anni, Giuliano Spazzali, avvocato noto per il suo ruolo di difensore durante l’inchiesta Mani Pulite negli anni ’90. La sua figura viene ricordata con rispetto da chi ha condiviso con lui il complesso scenario giudiziario di quegli anni, come l’ex magistrato e politico Antonio Di Pietro, che ha voluto sottolineare il valore di Spazzali.
Il ricordo di Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro, uno dei protagonisti di Mani Pulite e volto simbolo della lotta alla corruzione, ha espresso oggi un sentito omaggio all’avvocato Spazzali, definendolo un pioniere nella interpretazione del ruolo della difesa nel processo penale accusatorio: «Onore all’avvocato Spazzali per essere stato tra i primi a sapere interpretare il ruolo dell’avvocato nel nuovo processo penale accusatorio, nel quale gli italiani hanno potuto vedere il pm e il difensore sullo stesso banco di fronte al giudice». Di Pietro ha aggiunto di aver sempre rispettato le arringhe di Spazzali, «anche molto determinate», e di continuare a farlo ora che l’avvocato non c’è più.
La carriera di Giuliano Spazzali: dal Soccorso Rosso a Mani Pulite
Nato a Trieste nel 1939, Giuliano Spazzali è stato una figura di spicco nel panorama giudiziario italiano, con una lunga carriera che ha abbracciato diverse cause di rilievo. Fu legale del Soccorso Rosso Militante e difese l’anarchico Pietro Valpreda, ingiustamente accusato della strage di piazza Fontana nel 1969. Negli anni Novanta, divenne noto per la sua difesa di Sergio Cusani nel processo Enimont, uno dei filoni più importanti dell’inchiesta Mani Pulite, dove rappresentava il contraltare dell’allora pubblico ministero Antonio Di Pietro.
Dopo essersi ritirato dall’attività forense nel 2008, Spazzali si era dedicato con passione all’arte, coltivando una seconda vita da artista che è stata recentemente celebrata in una mostra a Milano, organizzata in collaborazione con il Liceo Enrico Fermi e il Centro Culturale Cinese.
La scomparsa di Giuliano Spazzali segna la fine di una carriera che ha attraversato momenti cruciali della storia giudiziaria italiana, lasciando un’impronta significativa nel dialogo tra accusa e difesa durante uno dei periodi più turbolenti della politica italiana.






