Roma, 27 gennaio 2026 – Nuovi sviluppi nel processo per la morte di Valeria Fioravanti, la giovane romana di 27 anni deceduta il 10 gennaio 2023 a causa di una meningite non diagnosticata. Nel corso dell’ultima udienza, la pubblica accusa, rappresentata dalla pm Eleonora Fini, ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per omissione colposa nei confronti di tre medici coinvolti nelle cure della giovane: Marco Villivà, in servizio presso il Policlinico Casilino, e Carlo Ancona e Giacomo Fidelio, entrambi dell’ospedale San Giovanni.
Le criticità emerse dalla consulenza tecnica

Durante l’udienza odierna sono stati ascoltati i consulenti della procura che hanno evidenziato gravi lacune nella gestione clinica di Valeria Fioravanti. “Già nei primi esami ematochimici erano presenti valori che avrebbero dovuto indurre a un approfondimento diagnostico e non a una dimissione”, ha spiegato Andrea Thau, legale della famiglia Fioravanti. I consulenti hanno sottolineato che le linee guida ministeriali non sono state rispettate da nessuno dei tre medici, configurando così un errore medico grave e determinante per l’esito tragico del caso.
La mancata applicazione dei protocolli ha impedito un intervento tempestivo che, secondo i periti, avrebbe potuto evitare il decesso. La criticità riguarda in particolare la prima dimissione dal Policlinico Casilino, dove si sarebbe dovuto approfondire il quadro clinico, e il ricovero del 4 gennaio al San Giovanni, momento in cui un intervento più adeguato avrebbe potuto salvare la vita alla giovane paziente.
La reazione della famiglia e l’appello alla giustizia
Alla luce di queste dichiarazioni, i familiari di Valeria Fioravanti hanno rinnovato la loro richiesta di giustizia. Stefano Fioravanti, padre della giovane, ha dichiarato: “I consulenti oggi hanno confermato che i medici non hanno rispettato i protocolli, mia figlia poteva essere salvata”. La madre, Tiziana, pur con profondo dolore, si è detta fiduciosa nel percorso giudiziario: “Hanno sottovalutato gli esami, ma ora confido nella giustizia, anche se nulla potrà restituirci la nostra vita”.
La vicenda ha acceso anche l’attenzione pubblica, tanto che lo scorso 12 settembre si è svolta a piazza San Giovanni Bosco una fiaccolata in memoria di Valeria, promossa dalla famiglia e dagli amici, a pochi giorni dall’inizio del processo.
Il procedimento giudiziario, che vede imputati i tre medici per omissione diagnostica e colposa negligenza, proseguirà con l’udienza fissata per il 16 settembre 2025 davanti al giudice monocratico di Roma. La procura intende accertare con rigore le responsabilità specifiche degli operatori sanitari coinvolti, in un caso che ha suscitato grande commozione e che sottolinea l’importanza della corretta applicazione delle linee guida in ambito medico.
Fonte: Fabrizio Rostelli - Morte Valeria Fioravanti, consulenti procura: "I medici non hanno seguito le linee guida"






