Genova, 13 febbraio 2026 – Emergono nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte della bambina di due anni avvenuta nei giorni scorsi. L’interrogatorio di Manuela A., la madre della piccola, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, ha infatti portato all’iscrizione nel registro degli indagati del suo compagno, Emanuel I., con cui la donna e le tre figlie hanno trascorso la notte precedente al decesso.
La ricostruzione della vicenda e il nuovo indagato
Secondo quanto emerso dalle indagini e riportato nel decreto di sequestro, la bambina non è morta nella casa della madre a Genova, come inizialmente ipotizzato, ma nella residenza di Emanuel a Perinaldo, un piccolo centro a qualche chilometro di distanza. Gli inquirenti sono certi che la piccola abbia trascorso lì i momenti immediatamente antecedenti, concomitanti e successivi al decesso. Per questo motivo, l’abitazione è stata posta sotto sequestro in attesa dei rilievi tecnici affidati al Ris dei Carabinieri.
Il pubblico ministero Veronica Meglio ha ipotizzato per Emanuel I. lo stesso reato di cui è accusata Manuela, ovvero l’omicidio preterintenzionale. La decisione è stata presa sulla base delle dichiarazioni rese dalla madre durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, nel quale ha riferito che le tre figlie (oltre alla piccola di 2 anni, altre due di 9 e 10 anni) erano rimaste in casa con lui la mattina dell’8 febbraio, mentre lei si era recata a Bordighera per alcune faccende, assenza durata circa tre ore e mezza.
Le indagini in corso a Perinaldo e l’autopsia decisiva
Fondamentale per fare piena luce sulle cause della morte sarà l’autopsia, programmata per lunedì. L’esame medico-legale dovrà chiarire l’origine dei numerosi lividi presenti sul corpo della bambina e stabilire con precisione l’orario del decesso. Questo dato è cruciale per ricostruire la posizione della bambina nelle ore critiche, incrociando le informazioni con le immagini delle telecamere di sorveglianza acquisite dai Carabinieri.
Altri accertamenti importanti saranno svolti dal Reparto Investigazioni Speciali dei Carabinieri all’interno della casa di Emanuel. Nel frattempo, si registrano anche tensioni sociali: l’avvocatessa difensore di Manuela, Laura Corbetta, ha ricevuto minacce sui social network, alle quali ha risposto annunciando una querela contro l’autrice del post.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo, in attesa degli esiti degli esami tecnici che potranno fornire elementi determinanti per il prosieguo del procedimento giudiziario.






