Il procedimento giudiziario relativo alla morte del giornalista Andrea Purgatori, avvenuta nel luglio 2023, ha fatto un importante passo avanti. Il giudice per l’udienza preliminare (gup) di Roma ha infatti autorizzato la citazione come responsabili civili delle due cliniche dove Purgatori era stato in cura prima del decesso. Nel contesto dell’inchiesta per omicidio colposo, risultano indagati quattro medici che avevano seguito il giornalista. Inoltre, il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari di Purgatori e ha incluso tra i responsabili civili anche una compagnia assicurativa. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 20 febbraio 2026.
Il caso giudiziario: quattro medici indagati per omicidio colposo
L’indagine della Procura di Roma, avviata a seguito di una denuncia dei familiari di Andrea Purgatori, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro medici con l’accusa di omicidio colposo. L’inchiesta contesta agli specialisti, tra cui un cardiologo e un radiologo con due assistenti, di aver commesso “imperizia, negligenza e imprudenza” nella diagnosi e nella gestione terapeutica del giornalista, che è deceduto per una endocardite infettiva non riconosciuta in tempo. Secondo la perizia medico-legale, gli errori diagnostici avrebbero influito negativamente sulla tempestività e sull’adeguatezza delle cure, compromettendo così le possibilità di sopravvivenza di Purgatori.
La figura di Andrea Purgatori e la vicenda clinica
Andrea Purgatori, nato a Roma nel 1953, è stato un giornalista e sceneggiatore di rilievo, noto per le sue inchieste su terrorismo, mafia e grandi misteri italiani come la strage di Ustica. È deceduto a 70 anni dopo una diagnosi di una grave forma tumorale. L’autopsia e le indagini successive hanno escluso la presenza di metastasi cerebrali al momento della morte, contrariamente a quanto erroneamente diagnosticato. La famiglia ha chiesto giustizia per accertare la responsabilità delle strutture sanitarie e dei medici coinvolti, avviando così la controversia legale che ora procede in tribunale con la possibile imputazione delle cliniche come responsabili civili.
L’attenzione è ora rivolta alla prossima udienza, che sarà decisiva per definire i futuri sviluppi del processo nei confronti dei medici e delle strutture sanitarie coinvolte.
