Roma, 7 gennaio 2026 – In occasione della ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia, tutte le scuole italiane osserveranno oggi un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incendio di Crans-Montana, la tragedia che ha colpito la comunità internazionale e soprattutto i giovani italiani presenti nella località svizzera. L’iniziativa, disposta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, vuole essere un momento di condivisione del dolore e di riflessione sui valori della vita e della responsabilità civile.
Il ricordo nelle scuole italiane
La circolare ministeriale sottolinea come il minuto di raccoglimento rappresenti un momento di solidarietà con le famiglie colpite da questa tragedia. Il ministro Giuseppe Valditara ha espresso il proprio cordoglio con parole toccanti: “In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”. Valditara ha ribadito che il minuto di silenzio è un modo per ricordare le vittime e offrire vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il suo “pensiero commosso e il più sentito cordoglio”.
Il contesto della tragedia di Crans-Montana
L’incendio, scoppiato il 1º gennaio nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana, località turistica nel Cantone Vallese in Svizzera, ha causato la morte di 40 persone, tra cui sei giovani italiani, e 116 feriti. Le salme dei cinque giovani connazionali deceduti sono rientrate in Italia a bordo di un volo militare, accolte con grande commozione da familiari, autorità nazionali e locali. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atteso in Svizzera per partecipare alla cerimonia ufficiale di lutto internazionale organizzata per il 9 gennaio dal presidente federale svizzero.
La premier Giorgia Meloni ha inoltre convocato un momento di unità nazionale con una messa in memoria delle vittime prevista per venerdì 9 gennaio nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo a Roma. Nel frattempo le famiglie delle vittime chiedono giustizia, mentre proseguono le indagini sull’incendio e il coordinamento delle attività di assistenza ai feriti, molti dei quali ricoverati in condizioni critiche negli ospedali di Milano e Zurigo.
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