Milano, 5 febbraio 2026 – Nel pomeriggio di oggi, durante il passaggio della Fiamma olimpica all’interno del cortile dell’Università Statale di Milano, si sono svolte manifestazioni di protesta contro la partecipazione di Israele ai Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026. La protesta, pacifica ma determinata, ha visto protagonisti i membri del Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO), che hanno espresso forti critiche al modello di sviluppo rappresentato dall’evento sportivo, definito “insostenibile sul piano economico, climatico, ambientale e sociale”.
Proteste contro la partecipazione di Israele e il ruolo degli sponsor

Tra gli slogan più scanditi dai manifestanti, è risuonato più volte il coro “Fuori Israele dalle competizioni”, in segno di dissenso verso la presenza dello Stato ebraico ai Giochi. Un’attivista del gruppo Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni (BDS) ha spiegato che la decisione del Comitato olimpico di escludere nazioni accusate di crimini di guerra, ma non Israele, rappresenta un “doppio standard”. Secondo la portavoce, Israele è uno Stato che si è macchiato e si macchia tuttora di atti definiti genocidio dagli attivisti.
Oltre alla partecipazione ufficiale degli atleti, è stata contestata la presenza di importanti sponsor internazionali come Coca-Cola ed Eni, accusate di collaborare con Israele. In particolare, Coca-Cola è presente con franchising nei territori occupati, mentre Eni fornisce carburante allo Stato israeliano. Questi aspetti, secondo i manifestanti, contribuiscono a rafforzare un sistema di complicità economica e politica.
Mobilitazioni in altre città italiane: il caso di Genova
La protesta si estende oltre Milano. A Genova è prevista una nuova mobilitazione in occasione del passaggio della fiamma olimpica sabato 9 gennaio, con un raduno in piazza De Ferrari alle ore 17. Un messaggio circolato sui social evidenzia come la manifestazione voglia denunciare “i danni ambientali inimmaginabili”, la normalizzazione di un “genocidio” e la partecipazione di Israele nonostante la situazione critica a Gaza, dove “si muore sotto le bombe, di fame e di freddo”.
Gli organizzatori invitano i cittadini a scendere in piazza con le bandiere palestinesi per ribadire il rifiuto di trasformare le città in “passerelle per criminali di guerra”. Gli slogan “Free Palestine”, “Free Sudan”, “Free Venezuela” e “Mohammad libero” accompagneranno le proteste, che si collocano in un più ampio quadro di mobilitazioni internazionali contro le politiche israeliane e in solidarietà ai popoli oppressi.
Durante tutte le manifestazioni, la Fiamma olimpica ha potuto proseguire il suo percorso senza interruzioni significative, evidenziando come le proteste siano state condotte in modo pacifico e ordinato.
Fonte: alanews - Milano, contestazione al passaggio della Fiamma olimpica: "Fuori Israele dai Giochi invernali"






