Milano, 21 febbraio 2026 – Nel pomeriggio di oggi, piazza della Scala a Milano è stata teatro di una significativa manifestazione a sostegno della resistenza iraniana contro il regime degli ayatollah. Circa 500 persone hanno partecipato al presidio, dando vita a un momento di forte mobilitazione civile e politica, animato da cartelli, fotografie e candele in memoria delle vittime della repressione.
Una piazza unita contro la repressione

La manifestazione ha visto la partecipazione di cittadini iraniani e sostenitori italiani e internazionali, che hanno esposto bandiere dell’Iran libero con l’emblema storico del Leone e del Sole, insieme a quelle italiane, ucraine, statunitensi e israeliane. Sul palco si sono alternati interventi di rilievo, tra cui quelli di rappresentanti politici del nostro Paese: la senatrice Mariastella Gelmini, l’europarlamentare Anna Maria Cisint e il deputato Riccardo De Corato.
La senatrice Gelmini ha sottolineato la necessità di un impegno deciso da parte delle democrazie occidentali: “Il regime ha tentato di silenziare le proteste con la violenza, ma oggi il mondo è consapevole. Dobbiamo schierarci al fianco di chi lotta per la libertà, anche se lontano da casa. L’iscrizione dei Pasdaran tra le organizzazioni terroristiche è un passo importante, ma non basta: servono sanzioni più dure per porre fine al regime di Khomeini”. Ha inoltre evidenziato l’importanza del sostegno dell’Italia alla causa della libertà: “Non è un caso che siamo qui con le bandiere degli Stati Uniti, di Israele e dell’Ucraina. L’Italia è da sempre dalla parte delle democrazie”.
Il coraggio e la voce della comunità iraniana in Italia
Mariofilippo Brambilla, presidente dell’associazione Italia-Iran, ha ribadito che “la rivoluzione non si ferma” e ha ricordato la recente partecipazione a Monaco di Baviera, dove una delegazione di parlamentari italiani ha incontrato 250.000 iraniani che chiedono libertà e il ritorno del loro leader, Reza Pahlavi.
Tra i presenti anche il tenore iraniano del teatro alla Scala, Ramtin Ghazavi, che ha denunciato il calo dell’attenzione internazionale sull’Iran: “È inaccettabile che le Nazioni Unite continuino a congratularsi con il regime e a invitare i suoi rappresentanti, mentre le impiccagioni proseguono e le proteste non si sono mai fermate”. Ghazavi ha ricordato con commozione le vittime della repressione e ha espresso il desiderio del popolo iraniano di un “intervento militare mirato degli Stati Uniti, non per guerra, ma per salvare vite umane”. Ha inoltre fatto un parallelo doloroso con la recente morte di un bambino a Napoli, “immaginando un dolore raddoppiato per i quasi cinquantamila bambini uccisi in Iran”.
La manifestazione milanese ha rappresentato un momento di solidarietà e di denuncia, evidenziando ancora una volta la determinazione della comunità iraniana e dei suoi alleati a non abbassare la guardia contro la dura repressione del regime teocratico.






