Milano, 17 gennaio 2026 – Centinaia di iraniani della diaspora si sono radunati oggi pomeriggio davanti al Consolato della Repubblica Islamica dell’Iran in via Monte Rosa, a Milano, per esprimere il loro sostegno alle manifestazioni antigovernative che da settimane scuotono l’Iran. Il coro predominante è stato “Javid Shah”, che in persiano significa “Lunga vita allo scià”, un chiaro richiamo al passato monarchico del paese e alla figura di Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo scià di Persia.
La protesta a Milano: richieste e simboli

La folla, composta da centinaia di manifestanti iraniani, ha intonato slogan di protesta contro il regime degli ayatollah, invocando il ritorno della monarchia e il cambio di regime in Iran. Tra le bandiere sventolate si sono viste quelle della Persia pre-rivoluzionaria, con il leone armato e il sole, ma anche simboli internazionali come la bandiera degli Stati Uniti e quella israeliana. Non sono mancate nemmeno alcune bandiere della casa Savoia, segno della complessità storica e politica dei manifestanti.
I cori si sono rivolti anche alla politica italiana: si sono infatti levati slogan contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con richieste esplicite come “Meloni, Meloni, chiudi il consolato”. La mobilitazione, organizzata dall’associazione Italia-Iran guidata dal vicepresidente Mojdeh Karimi e con la partecipazione di esponenti italiani, mira a sostenere la rivolta popolare contro il regime islamico e a promuovere la figura di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià e simbolo della dissidenza iraniana.
Il contesto storico: Mohammad Reza Pahlavi e la diaspora iraniana
Mohammad Reza Pahlavi è stato l’ultimo scià di Persia, regnando dal 1941 fino alla rivoluzione islamica del 1979 che pose fine alla monarchia e instaurò la Repubblica islamica. Nato a Teheran nel 1919, salì al trono a soli 22 anni e guidò un regime autoritario ma anche promotore di modernizzazione economica e sociale, con la cosiddetta “rivoluzione bianca”. La sua figura, tuttavia, è controversa: da un lato simbolo di un Iran laico e occidentale, dall’altro associato a un potere repressivo e clientelare.
La diaspora iraniana in Italia e nel mondo continua a guardare a Mohammad Reza Pahlavi e a suo figlio Reza come possibili guide per una transizione democratica nel paese. La protesta di oggi a Milano si inserisce in un più ampio movimento di opposizione, che include manifestazioni simili a Roma e in altre città europee, e che si ispira ai coraggiosi manifestanti rimasti in patria, spesso a rischio della propria incolumità.
Il richiamo alla figura dello scià e alla monarchia rappresenta per molti esuli un’alternativa al regime attuale, mentre il confronto con le autorità italiane, come espresso dagli slogan rivolti alla Presidente Meloni, testimonia la tensione diplomatica e politica che questo conflitto suscita anche all’estero.
Fonte: Roberto Smaldore - Milano, centinaia di iraniani protestano davanti al Consolato: "Viva lo scià"






