Milano, 13 gennaio 2026 – Una nuova manifestazione si è svolta oggi pomeriggio a Milano davanti al Consolato generale degli Stati Uniti, in segno di solidarietà con le proteste in corso in Iran contro il regime degli ayatollah. Diverse centinaia di persone, perlopiù membri della diaspora iraniana, si sono radunate tra via Principe Amedeo e largo Guido Donegani per chiedere un intervento internazionale e la fine della repressione che sta colpendo duramente il popolo iraniano.
La mobilitazione della diaspora iraniana a Milano

La protesta milanese è stata organizzata dall’Associazione Italia-Iran, che ha ribadito la gravità della situazione in patria. Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell’associazione, ha sottolineato che “trentuno province su trentuno si sono sollevate: sei milioni di manifestanti a Teheran, quattro milioni a Mashhad”, un dato che testimonia la vastità delle mobilitazioni. Il movimento ha preso il via il 28 dicembre con uno sciopero dei commercianti del bazar di Teheran e si è rapidamente esteso a strade, piazze e università in tutto il Paese.
Brambilla ha denunciato un vero e proprio massacro in atto, con “quasi 12mila vittime, per lo più giovanissimi patrioti iraniani”, che affrontano disarmati uno dei regimi più repressivi al mondo, nel totale silenzio della comunità internazionale. La manifestazione ha quindi chiesto un intervento degli Stati Uniti per fermare la repressione e impedire ulteriori stragi.
La drammatica situazione interna in Iran
Le proteste in Iran si stanno svolgendo in un contesto di violenza estrema. Secondo le più recenti stime, il numero dei morti supera le 2.000 persone solo nelle ultime settimane, con quasi 11.000 arresti documentati. Le immagini che arrivano dal Paese mostrano scene strazianti: file di sacchi neri davanti agli obitori di Teheran, corpi di giovani manifestanti ammassati negli ospedali e spari indiscriminati contro i civili, anche da parte delle forze di sicurezza. Le testimonianze raccolte raccontano di medici al collasso e di famiglie costrette a pagare somme ingenti per recuperare i corpi dei propri cari.
Nonostante il blocco delle comunicazioni imposto dal regime, i manifestanti stanno utilizzando sistemi alternativi come Starlink per aggirare la censura e diffondere notizie sulla repressione. Nel frattempo, il leader dell’opposizione, il principe Reza Pahlavi, si sta adoperando per unificare il movimento e guidare la transizione democratica in Iran, chiedendo sostegno alla comunità internazionale.
Le autorità iraniane hanno reagito con l’annuncio di un lutto nazionale di tre giorni, definendo le proteste una “battaglia di resistenza”. Tuttavia, la repressione continua e il regime minaccia ritorsioni contro ogni possibile intervento straniero. Gli Stati Uniti, da parte loro, stanno valutando diverse opzioni, comprese misure militari e sanzioni, per sostenere i manifestanti e contrastare la violenza del governo iraniano.
Fonte: alanews - Milano, centinaia di iraniani in piazza contro il regime: "Chiediamo l'intervento degli Stati Uniti"






