Milano, 3 gennaio 2026 – Nel consueto corteo settimanale pro-Palestina in piazza della Scala a Milano, si è fatto sentire oggi il sostegno agli attivisti coinvolti nelle indagini per presunti finanziamenti a terrorismo. Tra loro anche Ahmed, un attivista che ha denunciato di essere indagato con l’accusa di sostenere Hamas attraverso una rete di associazioni umanitarie.
Il corteo e la denuncia di Ahmed

Questo pomeriggio, diverse associazioni e movimenti pro-Palestina si sono radunati per il corteo che da oltre due anni attraversa le vie di Milano. Tuttavia, da una settimana mancano alcune figure di spicco, tra cui Mohamed Hannoun, leader dell’Associazione Palestinesi d’Italia, attualmente detenuto con l’accusa di aver finanziato Hamas tramite attività umanitarie.
Ahmed, presente oggi in piazza, ha raccontato ai giornalisti: “Stamattina la questura di Lodi mi ha convocato perché sono stato anch’io indagato per essere un terrorista o di finanziare il terrorismo tramite l’associazione”. L’attivista ha descritto una situazione “difficilissima”, sottolineando: “Ci sono testimonianze e video che dimostrano che l’associazione raccoglieva soldi solo per far entrare aiuti umanitari nella striscia di Gaza, non come dicono i telegiornali che finanziava il terrorismo”. Ha infine ribadito la sua fiducia nella giustizia: “Crediamo che prima o poi la verità uscirà e che chi ha dato tutta la propria vita per la gente che ha bisogno verrà liberata”.
Mohamed Hannoun e le accuse di finanziamento a Hamas
Mohamed Hannoun, architetto e imam residente a Genova, è una figura di rilievo nell’organizzazione di manifestazioni pro-Palestina in Italia. Fondatore della onlus Abspp (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese) e di altre realtà come l’Associazione dei Palestinesi in Italia (Api) e Europeans for Al-Quds, è stato accusato di finanziare Hamas attraverso canali umanitari.
Nonostante le accuse, Hannoun ha sempre respinto ogni addebito, definendo le indagini come campagne diffamatorie orchestrate dal governo israeliano. Tuttavia, la sua onlus è stata bandita da Israele dal 2002 e le autorità europee hanno segnalato anomalie nei conti correnti a essa intestati, con alcune banche italiane e operatori di pagamento internazionali che hanno chiuso i conti a causa di sospetti legami con soggetti sottoposti a sanzioni.
Hannoun è noto per aver promosso manifestazioni in cui sono stati intonati cori pro-Hamas e slogan controversi, tra cui “Dal fiume al mare la Palestina sarà libera”, implicita negazione dello Stato di Israele. Le sue relazioni con leader di Hamas, come Ismail Haniyeh e Khaled Meshaal, sono documentate e oggetto di attenzione da parte dei servizi di intelligence.
Hamas: contesto e implicazioni
Hamas, acronimo di Harakat al-Muqawama al-Islamiya (Movimento di Resistenza Islamica), è un’organizzazione politico-militare palestinese sunnita, attiva soprattutto nella Striscia di Gaza, dove governa dal 2007 dopo aver vinto le elezioni del 2006. Considerata organizzazione terroristica da Stati Uniti, Unione Europea e altri Paesi, Hamas è coinvolta nel conflitto israelo-palestinese con azioni armate e un’ampia rete di servizi sociali.
Il 7 ottobre 2023, Hamas ha lanciato un massiccio attacco a sorpresa contro Israele, provocando centinaia di vittime e dando luogo a una risposta militare israeliana ancora in corso. L’organizzazione si finanzia attraverso donazioni da espatriati, donatori privati, e presunti canali illeciti, come indicato dalle indagini che coinvolgono anche figure italiane come Hannoun.
Il caso degli attivisti indagati a Milano si inserisce in questo scenario complesso e delicato, con accuse che ruotano attorno al presunto finanziamento di attività terroristiche tramite associazioni umanitarie, e che sollevano questioni importanti sul confine tra solidarietà e supporto a gruppi militanti.
Fonte: Roberto Smaldore - Milano, parla Ahmed, attivista propal: "Anche io indagato, ho fiducia che la verità uscirà"





