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Milano, inchiesta urbanistica: al vaglio il progetto vicino al cimitero Monumentale

Ichiesta urbanistica: al via le indagini su presunte irregolarità e accordi illeciti per il progetto vicino al cimitero Monumentale

by Federico Liberi
25 Agosto 2025
Inchiesta urbanistica a Milano

Inchiesta urbanistica a Milano | alanews.it

Milano, 25 agosto 2025 – Proseguono le indagini sulla gestione urbanistica nella zona adiacente al Cimitero Monumentale di Milano, con particolare attenzione al progetto immobiliare che coinvolge le aree di Via Cenisio 2/via Messina 50 e Largo De Benedetti 1/via Messina 53. Il caso, emerso nell’ambito della maxi inchiesta che ha coinvolto esponenti di spicco dell’amministrazione comunale e del mercato immobiliare, è al centro di un filone di indagine per presunte irregolarità e accordi illeciti tra pubblico e privato.

Le chat e il progetto contestato

Dagli atti depositati dalla Procura di Milano, coordinata dal procuratore Marcello Viola, emerge come l’immobiliarista Manfredi Catella, fondatore della società di gestione del risparmio Coima, avrebbe tentato di ottenere una deroga al vincolo di inedificabilità che grava su quell’area verde e parzialmente edificata alle spalle del Monumentale. Le conversazioni intercettate tra Catella e l’allora assessore all’Urbanistica del Comune, Giancarlo Tancredi, mostrano un chiaro tentativo di influenzare le decisioni pubbliche per poter partecipare a un bando successivo, modificando le condizioni urbanistiche per favorire la costruzione sul terreno interessato.

In particolare, i pm hanno allegato un messaggio inviato da Catella l’11 marzo 2023 in cui si legge: “Ti mando breve nota che ho inoltrato anche a Christian. A valle di Cenisio ho riepilogato azioni per ns team che ti allego sotto per contribuire ad una soluzione…”. Nel testo, Catella suggerisce persino gli argomenti da utilizzare per motivare un interesse pubblico, giudicato dai magistrati “pretestuoso”, a favore dell’edificazione e della cementificazione di quell’area.

Coinvolgimenti e contestazioni

L’inchiesta ha portato all’arresto di sei persone, tra cui lo stesso Manfredi Catella, l’assessore dimissionario Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni, l’architetto e membro della Commissione Alessandro Scandurra, e due costruttori, Federico Pella e Andrea Bezziccheri. Questi ultimi sono stati destinatari di misure cautelari, con Bezziccheri finito in carcere mentre gli altri sono agli arresti domiciliari.

Tra le accuse principali contestate dalla Procura vi sono corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, false dichiarazioni sulle qualità personali degli architetti coinvolti e induzione indebita a dare o promettere utilità, reato che riguarda in particolare Tancredi, Marinoni e Catella. Tuttavia, il gip ha escluso la custodia cautelare per alcuni episodi specifici, come quello legato al cosiddetto “caso Pirellino”, motivando che non sussisteva l’elemento dell’interesse personale necessario per configurare il reato di induzione indebita.

Un elemento significativo che emerge dagli atti riguarda i pagamenti ricevuti da Scandurra, già dal 24 febbraio 2022, ben cinque mesi prima della pubblicazione del bando comunale che regolava lo sviluppo immobiliare dell’area. Questo dettaglio rafforza l’ipotesi della Procura che vi fosse un sistema coordinato di spartizione degli appalti tra amministrazione pubblica e costruttori privati, configurando un quadro di collusione e corruzione.

Prossimi sviluppi giudiziari

Gli indagati hanno già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento o la revoca delle misure cautelari. Intanto, i pm attendono la fissazione dell’udienza al Riesame sul ricorso relativo all’accusa di induzione indebita, precedentemente annullata dal gip, e le motivazioni del Riesame sugli arresti annullati, attese tra fine settembre e inizio ottobre. In seguito, sarà possibile un eventuale ricorso in Cassazione.

Il caso continua a scuotere la scena politica e amministrativa milanese, con richieste di maggiore trasparenza e controllo sulla gestione delle aree strategiche della città, soprattutto quelle sottoposte a vincoli paesaggistici e storici come quelle attorno al Monumentale.

L’attenzione resta alta anche sull’operato dei protagonisti coinvolti nella vicenda, che finora hanno mantenuto posizioni difensive. L’inchiesta getta un’ombra sulle modalità con cui sono stati gestiti i rapporti tra ente pubblico e imprese private in un settore, quello dell’edilizia, che negli ultimi anni ha visto importanti trasformazioni urbanistiche a Milano.

Tags: Inchiesta urbanisticaMilano

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