Milano, 14 febbraio 2026 – Nel pomeriggio di oggi, circa centocinquanta persone si sono radunate in Largo Cairoli per partecipare al corteo intitolato “Defend Rojava. Libertà per Abdullah Öcalan”, manifestazione organizzata per commemorare il 27esimo anniversario della detenzione di Abdullah Öcalan, fondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Öcalan è detenuto in isolamento dal 15 febbraio 1999 nel carcere turco di Imrali.
Il corteo a Milano e le ragioni della protesta

Il corteo, partito da Largo Cairoli, si è snodato lungo Foro Buonaparte e Corso Sempione, con un passaggio simbolico davanti alla sede della RAI. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno esposto cartelli con slogan come “Con il popolo curdo senza se e senza ma” e “Difendiamo la rivoluzione femminista del Rojava. Donna Vita Libertà”.
Tra gli organizzatori, Elio del centro sociale Vittoria Milano ha spiegato che la protesta vuole difendere il Rojava, definito come un’esperienza politica, culturale e umana di convivenza tra diverse religioni e popoli, caratterizzata da un modello ecologico, femminista e di uguaglianza sociale. “C’è un attacco assassino e genocida contro il popolo curdo, diviso tra quattro Stati che non ne riconoscono l’indipendenza”, ha sottolineato.
Abdullah Öcalan: prigionia e filosofia politica
Abdullah Öcalan, nato nel 1948 a Ömerli nella provincia turca di Sanliurfa, è il fondatore del PKK, organizzazione politica e paramilitare curda impegnata nella lotta per i diritti del popolo curdo. Arrestato in Kenya nel 1999 dai servizi segreti turchi con la collaborazione di altri governi, è stato condannato all’ergastolo per “tradimento” e “separatismo”, e da allora è recluso nell’isola-prigione di Imrali, spesso in isolamento.
Öcalan è considerato l’ideologo del confederalismo democratico, un modello politico basato sulla democrazia diretta, il femminismo e l’ambientalismo, approccio che ha trasformato la lotta curda da una richiesta di indipendenza a una visione di convivenza multiculturale nel Medio Oriente. Dalla sua prigionia, ha pubblicato numerose opere che hanno influenzato le organizzazioni curde e l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est (nota come Rojava), un’esperienza di autogoverno iniziata nel 2012 nel contesto della guerra civile siriana.
Il modello Rojava: democrazia, parità di genere ed ecologia
Il Rojava rappresenta un esempio unico di autogoverno basato su una carta giuridica, il Contratto Sociale, che promuove un sistema politico confederale e pluralista, fondato su democrazia diretta, parità di genere, multiculturalismo e rispetto ambientale. La regione autonoma, abitata da curdi, arabi, assiri e turcomanni, ha istituito assemblee popolari in cui le decisioni sono prese dal basso verso l’alto, con una quota minima del 40% riservata alle donne e un sistema di co-presidenza uomo-donna per gli incarichi pubblici.
Il modello economico del Rojava mira a una transizione verso un’economia sociale basata principalmente su cooperative, riconoscendo l’importanza della partecipazione attiva di ogni cittadino. Sul fronte ecologico, la regione si impegna a superare pratiche agricole dannose e a promuovere la sostenibilità ambientale attraverso commissioni dedicate e progetti di educazione ambientale.
La manifestazione di oggi a Milano testimonia la solidarietà internazionale verso il popolo curdo e la loro lotta per la libertà e il riconoscimento dei diritti, in particolare in difesa della figura di Abdullah Öcalan e dell’esperimento politico del Rojava.
Fonte: Nicoletta Totaro - Milano, corteo per Abdullah Öcalan e il Rojava: "Con il popolo curdo senza se e senza ma"



