Milano, 15 febbraio 2026 – Piazzale Medaglie d’Oro è stato oggi il punto di ritrovo per alcune centinaia di manifestanti, che hanno preso parte a un corteo femminista contro il ddl Bongiorno, attualmente in discussione al Senato. La manifestazione, organizzata da diverse associazioni femminili, centri antiviolenza e sindacati, ha attraversato il cuore di Milano, percorrendo corso di Porta Romana fino a piazza Fontana, in un clima pacifico e senza tensioni con le forze dell’ordine.
Contestazioni al ddl Bongiorno: un attacco alla libertà delle donne

Il disegno di legge, promosso da Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, prevede una rilevante modifica all’articolo 609 bis del codice penale sulla violenza sessuale: sostituisce il principio del “consenso libero e attuale” con quello del “dissenso”, ovvero la volontà contraria all’atto sessuale. Questo cambiamento è stato fortemente criticato da molte associazioni femministe e centri antiviolenza.
Manuela Ulivi, presidente di Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano (CADMI), sottolinea come la nuova norma “sposta sulle donne la necessità di dimostrare se vi è stato o meno il consenso in una violenza”. Anche Cristina Carelli, presidente di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, definisce il ddl un “attacco alla libertà delle donne”, denunciando che si sta implicitamente affermando che le donne siano “disponibili tout court” e che per non esserlo debbano esprimere un rifiuto esplicito.
Le principali novità della riforma Bongiorno e le reazioni politiche
L’emendamento presentato da Bongiorno prevede inoltre un aumento delle pene per i reati di violenza sessuale. La reclusione passa da un minimo di 4 a 6 anni e un massimo di 10 a 12 anni in caso di violenza, minacce o abuso di autorità. Successivamente, la relatrice ha ulteriormente innalzato i massimali fino a 13 anni in presenza di violenza, minacce e abuso di autorità.
La proposta, sostenuta dal centrodestra, ha provocato una forte divisione politica. Il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva si sono dichiarati contrari, denunciando che la modifica stravolge il testo approvato alla Camera e tradisce un accordo bipartisan. Bongiorno, al contrario, rivendica il testo come un “passo avanti” e difende la scelta di mettere al centro la volontà della donna.
Fuori dal Senato, proprio mentre si votava il testo base, si è svolto un sit-in organizzato da associazioni femministe e centri antiviolenza, a testimonianza del malcontento diffuso. Le opposizioni in Commissione Giustizia hanno ottenuto solo un nuovo ciclo di audizioni, per cercare di rallentare l’iter prima della discussione in aula prevista per il 10 febbraio.
La recente modifica legislativa si inserisce in un contesto milanese che vede una città storicamente attenta ai temi dei diritti civili e delle libertà individuali, come testimonia la partecipazione attiva della società civile alle iniziative pubbliche. Milano, con i suoi oltre 1,3 milioni di abitanti, continua così a essere un importante punto di riferimento nel dibattito nazionale su questioni sociali di grande rilevanza.
Fonte: alanews - Milano, in centinaia al corteo femminista contro il ddl Bongiorno: "Attacco a libertà delle donne"






