Milano, 2 gennaio 2026 – È iniziata questa mattina alle 8 presso l’Istituto di Medicina Legale di via Mangiagalli l’autopsia sulla salma di Aurora Livoli, la giovane di 19 anni trovata senza vita lo scorso 29 dicembre in un cortile di via Paruta a Milano. All’esame autoptico hanno assistito i genitori, giunti con il volto coperto, e l’avvocato di famiglia nonché zio della ragazza, Massimo Basile.
La testimonianza della famiglia e il ricordo di Aurora

Durante una breve dichiarazione ai cronisti, l’avvocato Basile ha descritto Aurora come una ragazza solare e intelligente, con una forte passione per la chimica, facoltà universitaria che stava frequentando a Roma. “Aurora ha sempre ruotato sul suo paese e sul paese vicino, Fondi, dove aveva delle amicizie“, ha spiegato Basile, sottolineando la sorpresa della famiglia per la decisione della giovane di allontanarsi da casa. “Non possiamo sapere se abbia conosciuto qualcuno attraverso i social che l’abbia poi invitata a Milano”, ha aggiunto, evidenziando il distacco tra la famiglia e la città lombarda, ancora motivo di grande incomprensione. “Per noi lei sono stati 13 anni di gioiosa presenza”, ha concluso lo zio, ricordando la nipote con affetto e dolore.
I genitori di Aurora, originaria di Roma e adottata in giovane età da una famiglia di Monte San Biagio (provincia di Latina), avevano denunciato la scomparsa il 10 dicembre dopo che la ragazza si era allontanata volontariamente da casa dal 4 novembre. La giovane soffriva di disturbi dell’umore di tipo depressivo e aveva già fatto due precedenti fughe da casa nell’ultimo anno, ma era sempre tornata.
Le indagini e i sospetti sulle ultime settimane di Aurora
Le indagini, coordinate dal pm Antonio Pansa e condotte dai carabinieri della compagnia Porta Monforte e del Nucleo Investigativo di via Moscova, proseguono a ritmo serrato. Gli investigatori stanno cercando di identificare il giovane che appare accanto ad Aurora nelle immagini delle telecamere di sorveglianza riprese durante le ultime ore di vita della ragazza. Si lavora anche per rintracciare l’appartamento milanese dove la giovane avrebbe trovato rifugio nei quasi due mesi trascorsi lontano da casa.
I genitori hanno riferito ai carabinieri il timore che Aurora potesse essere in pericolo, soprattutto a causa della sua fragilità psicologica, e che avesse frequentato persone con cui non avrebbero voluto avere contatti. In particolare, hanno espresso preoccupazione per eventuali cattive compagnie e per il fatto che la ragazza fosse scappata senza soldi né documenti, vivendo forse di espedienti.
L’autopsia potrà chiarire le cause esatte del decesso, mentre gli investigatori analizzano tabulati telefonici e cercano di ricostruire la rete di amicizie e gli ultimi spostamenti di Aurora. Il sospetto è che la ragazza possa essere stata vittima di un’aggressione: sul corpo sono stati infatti rilevati segni compatibili con una presa manuale al collo. Le autorità temono che chiunque sia coinvolto possa tentare di fuggire all’estero, accelerando così il lavoro degli inquirenti.
Fonte: Roberto Smaldore - Milano, autopsia di Aurora Livoli. Presenti genitori e avvocato: "13 anni di gioiosa presenza"


