Cassano allo Ionio, 18 febbraio 2026 – Nel contesto del recente ciclone che ha colpito il Mediterraneo, si registra una drammatica emergenza umanitaria che riguarda i migranti dispersi e deceduti in mare. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in visita nei territori calabresi colpiti dal maltempo, ha sottolineato l’importanza di non dimenticare queste vittime, vittime di una tragedia che il mare continua a restituire.
Il richiamo di Elly Schlein: una tragedia che non può restare silenziosa
Durante la sua visita a Cassano allo Ionio, Elly Schlein ha dichiarato: «Tra i danni di questo ciclone ci sono un migliaio di dispersi in mare. Anche in questi giorni, purtroppo, il mare sta restituendo corpi di migranti che, evidentemente, erano nel Mediterraneo proprio mentre il ciclone colpiva. È una tragedia che non può passare sotto silenzio, sono esseri umani degni di essere ricordati». La segretaria del PD ha manifestato così una forte presa di posizione sull’urgenza di riconoscere e ricordare il dramma umano dietro le cronache meteorologiche e le emergenze climatiche.
Marco Grimaldi e la denuncia delle politiche migratorie
Sulla stessa linea si colloca l’intervento di Marco Grimaldi, deputato per Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato con durezza delle responsabilità politiche dietro a questa strage silenziosa. Grimaldi ha affermato che i corpi ritrovati sulle coste di Calabria e Sicilia non sono frutto di una fatalità naturale, ma «il risultato diretto di politiche che trasformano il Mediterraneo in un confine di morte». Secondo il deputato, «il blocco navale c’è già. Così come i respingimenti», e ogni volta che il mare restituisce vite spezzate, «qualcuno finge stupore».
Grimaldi ha inoltre denunciato l’ignavia istituzionale come una vera e propria strategia, lasciando che sia l’acqua a fare ciò che la politica non vuole assumersi la responsabilità di cambiare. Ha infine ribadito: «Non ci abitueremo mai a questa normalizzazione della morte. Continueremo a pretendere vie legali e sicure, soccorsi adeguati e un’Europa che non si volti dall’altra parte mentre il mare ci restituisce la nostra stessa vergogna».
I ritrovamenti dei corpi dei migranti e le indagini in Calabria
Negli ultimi dieci giorni, sulle coste tirreniche calabresi sono stati recuperati quattro cadaveri, in uno stato di decomposizione avanzata, che gli investigatori stanno cercando di identificare. Come riportato da fonti investigative e dalla Procura di Paola, si ipotizza che si tratti di vittime di un naufragio fantasma, probabilmente avvenuto sulla rotta dall’Algeria verso la Sardegna. Questa ipotesi è supportata dall’assenza di segnalazioni di dispersi da barche locali e dallo stato dei corpi, incompatibile con una breve permanenza in acqua.
Il primo ritrovamento risale all’8 febbraio a Scalea, mentre altri sono avvenuti nei giorni successivi ad Amantea, Paola e Tropea. Quest’ultimo corpo, apparentemente di una donna, è stato recuperato con difficoltà dalla Guardia Costiera a causa del mare mosso. Sulle indagini vigila la Procura di Paola e da oggi anche quella di Vibo Valentia, che al momento non hanno elementi sufficienti per collegare con certezza i ritrovamenti a un singolo naufragio.





