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Home Cronaca

Metal detector e controlli davanti alle scuole dopo il caso Youssef: sicurezza e dibattito aperto

Dopo il tragico omicidio di Abanoub Youssef, avviati controlli straordinari con metal detector e unità cinofile per contrastare la diffusione di armi tra i giovani

by Alessandro Bolzani
30 Gennaio 2026
Nella combo, in alto Abanoub Youssef, 19 anni, morto all'Ospedale S. Andrea; in basso, il ragazzo compagno di scuola fermato con l'accusa di averlo accoltellato all'addome; e l'ingresso dell'istituto professionale 'Domenico Chiodo' a La Spezia dove è avvenuta l'aggressione

L'accoltellamento nell'Istituto Domenico Chiodo di La Spezia | Facebook / Abanoub Youssef - ANSA - Bonatti

La Spezia, 30 gennaio 2026 – Sono iniziati questa mattina davanti all’istituto tecnico Einaudi-Chiodo di La Spezia i primi controlli con metal detector portatili e unità cinofile, un’iniziativa adottata a seguito del tragico accoltellamento di Abanoub “Abu” Youssef, studente di 19 anni, avvenuto due settimane fa all’interno della stessa scuola. L’operazione, condotta da Carabinieri e Polizia prima dell’inizio delle lezioni, è stata disposta dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto della Spezia, con l’obiettivo di prevenire l’introduzione di armi bianche negli istituti scolastici.

Controlli a scuola per prevenire la violenza

Gli agenti hanno effettuato ispezioni sugli studenti utilizzando metal detector mobili e cani addestrati, una misura che segue la crescente preoccupazione per il fenomeno della cosiddetta “generazione lame”, come definito da recenti analisi giornalistiche. Il fenomeno riguarda la diffusione di coltelli tra i giovani, spesso giovanissimi, che portano con sé armi bianche per sentirsi protetti o per status sociale. Questa tendenza, emersa anche in altre città italiane come Crema, Sora e Perugia, ha allarmato le autorità e il mondo scolastico, spingendo a riflessioni sul ruolo dell’educazione alla denuncia e sulla necessità di interventi concreti per la sicurezza.

Il ricordo di Abanoub Youssef e la reazione della comunità

Abanoub Youssef, giovane italo-egiziano descritto come uno studente modello, timido ma solare, con un forte senso della famiglia e un futuro da artigiano elettricista, è stato ucciso da un compagno di scuola con un coltello da cucina. La sua morte ha scosso profondamente la comunità scolastica e la città, portando decine di studenti a organizzare un corteo silenzioso in suo ricordo. La dirigente dell’istituto, Valeria Pirone, ha sottolineato come i controlli con i metal detector siano accolti positivamente dagli studenti, che ora si sentono più sicuri. La scuola ha adottato questa misura con cadenza sporadica e senza creare una “militarizzazione” dell’ingresso, cercando un equilibrio tra sicurezza e normalità scolastica.

L’uso dei metal detector nelle scuole rappresenta una risposta tangibile all’emergenza, ma solleva importanti questioni educative e organizzative, come evidenziato da vari dirigenti scolastici e rappresentanti degli studenti. Il dibattito rimane aperto, ma l’esperienza di La Spezia mostra come la sicurezza possa essere rafforzata senza rinunciare a un ambiente sereno e accogliente per i giovani.

Per approfondire: Metal detector a scuola, le proteste della UIL: “I problemi non si risolvono con la repressione”

Tags: Abanoub Youssef

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