Pescara sotto choc dopo la morte improvvisa di una donna di 51 anni, stroncata in poche ore da una meningite fulminante. I familiari, preoccupati dai primi segnali, l’avevano portata in ospedale, ma la malattia si è rivelata più rapida e implacabile del previsto. Nel frattempo, un ragazzo di 15 anni di Chieti lotta tra la vita e la morte, colpito dallo stesso grave contagio e ricoverato nello stesso reparto. Le autorità sanitarie locali hanno avviato subito tutte le procedure per contenere il rischio di nuovi casi, in un clima di tensione e allerta crescente.
Caso di meningite a Pescara: morta una donna
La 51enne, residente in provincia di Pescara, ha iniziato a stare male sabato. I familiari l’hanno portata al pronto soccorso, dove dopo gli esami è emersa una forma rara e molto aggressiva di meningite. La situazione è precipitata rapidamente: la donna è morta nel giro di poche ore. La Asl di Pescara ha subito avviato il monitoraggio delle persone che erano state a contatto con lei, per bloccare sul nascere qualsiasi possibilità di contagio. Chi ha avuto rapporti stretti con la donna è stato già individuato e ha ricevuto la profilassi necessaria.
Il ragazzo di Chieti: condizioni serie ma qualche speranza
Oggi anche un 15enne di Chieti è stato trasferito all’ospedale di Pescara dalla sua città, dove era arrivato tra giovedì e venerdì con sintomi che facevano temere una meningite acuta. Ricoverato nel reparto di rianimazione pediatrica, il ragazzo ha iniziato a rispondere alle cure, anche se la prognosi resta riservata. La Asl di Chieti ha subito avviato un’indagine per capire dove il giovane possa aver contratto il contagio, concentrandosi su scuola e palestra frequentate a Pescara. Anche qui, i contatti stretti sono stati messi sotto profilassi per evitare nuovi casi.
Prevenzione al primo posto: profilassi e controlli serrati
Le Asl di Pescara e Chieti stanno lavorando senza sosta per contenere la diffusione della meningite. Tracciare i contatti e somministrare antibiotici preventivi a chi è stato vicino ai malati è la strategia chiave per fermare la malattia sul nascere. Familiari, amici e colleghi che condividono spazi chiusi, come scuole e palestre, sono stati sottoposti a profilassi. Intervenire in fretta è fondamentale, perché la meningite fulminante avanza in modo rapidissimo e può essere fatale, come purtroppo dimostrano questi casi recenti in Abruzzo.






