Milano, 27 marzo 2026 – Un caso di meningite meningococcica è stato confermato nella sede del Gruppo Intesa Sanpaolo situata nella Torre Gioia 22 di via Melchiorre Gioia a Milano. A seguito della diagnosi, l’azienda ha adottato misure precauzionali immediate per contenere il rischio di contagio e tutelare la salute dei propri dipendenti.
Emergenza meningite nella Torre Gioia 22 a Milano
L’infezione da meningite meningococcica è stata riscontrata in una dipendente della banca. Si tratta di una patologia grave che si trasmette attraverso secrezioni respiratorie e contatti stretti e prolungati, con sintomi quali febbre alta improvvisa, forti mal di testa e rigidità nucale. Per questo motivo, Intesa Sanpaolo ha disposto la chiusura temporanea degli uffici fino a domenica, invitando il personale a proseguire le attività in modalità smart working.
I locali della Torre Gioia 22 sono stati sottoposti a una sanificazione approfondita e l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) della Città Metropolitana di Milano è stata immediatamente coinvolta per avviare le procedure di tracciamento dei contatti stretti. Questi ultimi sono stati individuati rapidamente e sottoposti a terapia antibiotica preventiva, mentre si continua il monitoraggio sanitario per evitare ulteriori diffusione.
Coordinamento tra Intesa Sanpaolo e ATS Lombardia
Il Gruppo bancario ha agito prontamente attraverso le proprie strutture competenti e il medico competente, in stretto coordinamento con l’ATS Lombardia. L’agenzia ha confermato che il caso accertato è uno solo, con il paziente ricoverato e attualmente non in pericolo di vita. ATS ha inoltre raccomandato ai lavoratori di prestare attenzione a eventuali sintomi sospetti, garantendo lo svolgimento di tutte le procedure epidemiologiche richieste.
Contesto nazionale e internazionale
Questo episodio si inserisce in un quadro di attenzione crescente verso la meningite, dopo il recente focolaio nel Kent, in Inghilterra, dove sono stati segnalati 29 casi, inclusi due decessi tra giovani frequentatori di una discoteca. Sul fronte lombardo, resta alta la guardia anche per altri virus, come l’aviaria, con un caso accertato di un giovane di 30 anni ricoverato al San Gerardo di Monza, in condizioni monitorate.





