Roma, 15 gennaio 2026 – Il dibattito sulla proroga della permanenza in servizio dei medici e dirigenti sanitari fino a 72 anni si riaccende con l’emendamento presentato al decreto Milleproroghe, che estenderà questa possibilità per tutto il 2026. Il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, interviene con una posizione chiara: la norma deve essere attuata solo su base volontaria, senza che i colleghi coinvolti mantengano incarichi apicali o incidano negativamente sulle carriere dei più giovani.
Anaao Assomed: per medici proroga solo volontaria
Pierino Di Silverio sottolinea come Anaao Assomed non sia pregiudizialmente contraria all’estensione dell’età lavorativa dei medici, purché venga rispettata una serie di condizioni. In particolare, i medici che sceglieranno di rimanere in servizio oltre i 68 anni dovranno farlo volontariamente, senza conservare incarichi di vertice, assumendo invece il ruolo di tutor per le nuove generazioni. Tale impostazione mira a evitare che la permanenza dei colleghi più anziani possa bloccare il rinnovo e la progressione di carriera dei medici più giovani, fenomeno che oggi rappresenta una delle principali cause di disaffezione verso la sanità pubblica.
Di Silverio afferma: «Il blocco delle carriere è un problema grave che mina la motivazione dei professionisti. Vigileremo affinché la proroga venga applicata secondo le condizioni che abbiamo indicato, auspicando che la futura riforma del Sistema sanitario nazionale elimini la necessità di ulteriori proroghe». Per il segretario Anaao, la sanità pubblica ha bisogno di stabilità e di un ricambio generazionale efficace.
Numeri e criticità della norma: un emendamento contestato
Secondo i dati del Conto Annuale dello Stato 2021, i medici e dirigenti sanitari che potrebbero beneficiare della proroga fino a 72 anni sono circa 1.253, di cui 585 ricoprono incarichi dirigenziali o apicali, tra cui direttori di struttura complessa e responsabili di struttura semplice. Questi numeri rappresentano solo l’1,16% del totale dei medici del Servizio Sanitario Nazionale, sollevando dubbi sull’effettiva utilità della norma nel contrastare la carenza di personale.
Di Silverio evidenzia come la norma possa essere interpretata come una tutela di interessi ristretti, soprattutto nell’ambito universitario, e non una risposta efficace ai problemi strutturali della sanità pubblica. Inoltre, la Consulta Italiana Interassociativa della Prevenzione (CIIP) ha segnalato i rischi per la salute dei professionisti che lavorano oltre i 67 anni, sottolineando la necessità di migliorare la distribuzione degli organici e l’organizzazione dei turni.
Il segretario Anaao conclude ribadendo che i medici più anziani, se rimangono in servizio, devono assumere un ruolo di formatori e tutor, senza pesare sul sistema delle carriere e sull’organizzazione del lavoro ospedaliero. Solo così la norma potrà avere un senso, altrimenti Anaao continuerà a opporsi a ogni tentativo di mantenere privilegi e blocchi che danneggiano l’intero sistema sanitario.






