Andria, 31 gennaio 2026 – Un sofisticato furto di olio d’oliva, dal valore stimato di circa 500 mila euro, è stato sventato a Andria grazie all’intervento della squadra mobile della questura locale. Tre uomini, di età compresa tra 47 e 55 anni, due di origine campana e uno romeno, sono stati arrestati con l’accusa di truffa, ricettazione e possesso di documenti falsi, dopo aver sottratto il carico di olio con l’uso di una falsa identità digitale.
Il furto d’olio e la falsificazione dell’identità digitale
I tre indagati hanno operato impersonando una ditta di trasporti, utilizzando credenziali digitali contraffatte per ritirare un carico consistente di olio d’oliva imbottigliato presso una nota società olearia di Andria, con destinazione prevista in Svizzera. Tuttavia, il carico non è mai arrivato a destinazione, risultando invece venduto clandestinamente. La società olearia ha denunciato l’accaduto non appena si è accorta della mancata consegna, dando così il via alle indagini coordinate dalla Procura di Trani.
Le fasi del ritiro sono state gestite interamente tramite e-mail, con dati falsificati riguardanti i conducenti e le targhe dei mezzi utilizzati per il trasporto. L’identificazione degli autori del reato è stata possibile grazie all’analisi della documentazione falsa presentata al momento del carico e mediante la verifica dei sistemi di videosorveglianza perimetrale dell’azienda, oltre che dall’esame dei flussi documentali e telematici.
Sequestro e indagini in corso
La polizia ha sequestrato i mezzi impiegati per il trasporto e una somma di 426 mila euro, ritenuta il profitto illecito derivante dalla truffa. La ditta di trasporti, vittima della sottrazione dell’identità digitale, era ignara dell’operazione fraudolenta. L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine pugliesi nel contrasto alle truffe informatiche e ai furti di beni di pregio, come l’olio d’oliva, prodotto di eccellenza del territorio andriese.
Andria, capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani, è nota anche per il suo importante patrimonio agroalimentare e culturale, fra cui il celebre Castel del Monte dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La questione evidenzia ancora una volta la necessità di rafforzare la sicurezza digitale nelle aziende, soprattutto in settori strategici per l’economia locale come quello oleario.






