Un uomo californiano di 72 anni ha ottenuto il più alto indennizzo mai riconosciuto nello Stato per una detenzione ingiusta. Maurice Hastings ha ricevuto 25 milioni di dollari dopo aver trascorso quasi quattro decenni in carcere per un omicidio che non aveva commesso.
L’errore del 1983 che incastrò Maurice Hastings
Il caso risale al 1983, quando Roberta Wydermyer fu trovata morta in seguito a una violenza sessuale. Le autorità incastrarono Maurice Hastings, che venne condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata. Secondo la denuncia, l’inchiesta venne viziata da prove costruite ad arte.
Solo nel 2021 l’Unità di Integrità delle Condanne accettò di esaminare i reperti biologici conservati dall’autopsia. I test genetici scagionarono completamente Hastings, dimostrando la sua estraneità al crimine.
Nel 2022, a 69 anni, Hastings ottenne l’annullamento della condanna. Un anno dopo il tribunale lo dichiarò “fattualmente innocente”, il riconoscimento più forte della sua innocenza. L’accordo transattivo, siglato ad agosto e reso noto in questi giorni, ha chiuso un calvario giudiziario durato decenni.
Il vero colpevole mai processato
Le analisi hanno invece ricondotto l’omicidio a Kenneth Packnett. Arrestato tre settimane dopo il delitto per un furto d’auto, venne trovato in possesso di oggetti della vittima, ma non fu mai collegato al caso. Packnett è morto nel 2020 mentre scontava pene per rapimento e violenza sessuale con modalità simili.
Le parole di Hastings e l’avvertimento agli agenti
“Nulla potrà restituirmi il tempo perduto, ma questa decisione rappresenta la fine di un incubo”, ha dichiarato Maurice Hastings, oggi impegnato nella sua comunità religiosa. Il suo avvocato Nick Brustin ha ribadito: “Gli errori della polizia hanno un costo altissimo”. La causa civile ha coinvolto due agenti di Inglewood e un investigatore della procura di Los Angeles, accusati di aver montato false prove contro di lui.
