Milano, 11 aprile 2026 – Nicole Minetti, ex consigliera regionale della Lombardia, è stata graziata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “motivi umanitari”. La decisione presidenziale, che impedisce a Minetti di scontare la pena detentiva, arriva a seguito di condanne definitive per peculato e induzione alla prostituzione nell’ambito del processo noto come Ruby bis.
La grazia presidenziale e le motivazioni umanitarie
Nicole Minetti, condannata a un totale di 3 anni e 11 mesi di reclusione, avrebbe dovuto entrare in carcere nel 2025. La pena derivava da due sentenze, una per peculato (1 anno e 1 mese) e l’altra per induzione alla prostituzione (2 anni e 10 mesi). Dopo aver richiesto l’affidamento ai servizi sociali nel 2022, la decisione era attesa per dicembre 2025, ma è stata anticipata dalla concessione della grazia firmata da Mattarella, con il supporto del Ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano” e confermato dal programma “Mi manda Rai Tre”, la concessione della grazia si basa su “esigenze familiari” non divulgate per motivi di privacy. Si tratta di impegni ritenuti incompatibili con l’esecuzione della pena in carcere, circostanza che ha convinto il Capo dello Stato a intervenire con un atto di clemenza, gesto raro e attentamente valutato.
Il percorso giudiziario di Nicole Minetti
Nicole Minetti, nata a Rimini nel 1985, ex igienista dentale e personaggio televisivo, era stata eletta consigliera regionale della Lombardia nel 2010 nella lista del Popolo della Libertà, collegata al presidente Roberto Formigoni. La sua carriera politica si concluse nel 2012, dopo lo scandalo che coinvolse la giunta regionale lombarda e, soprattutto, il cosiddetto caso Ruby, che la vide condannata definitivamente per favoreggiamento della prostituzione.
Nel luglio 2013, Minetti fu condannata in primo grado a 5 anni di reclusione, pena poi ridotta a 3 anni in appello e infine confermata a 2 anni e 10 mesi dalla Corte di Cassazione nel 2019. Parallelamente, nel processo per il cosiddetto “rimborsopoli” regionale, Minetti patteggiò una condanna a 1 anno e 1 mese per peculato nel 2021. L’insieme delle due sentenze ha determinato la pena cumulativa oggi oggetto di grazia.






