Napoli, 28 febbraio 2026 – Le strade di Napoli si sono animate ieri pomeriggio con una manifestazione in solidarietà con Gaza, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone. Il corteo è partito da Piazza Garibaldi ed è giunto fino a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, attraversando il centro cittadino con un messaggio chiaro di sostegno alla popolazione palestinese e una dura denuncia nei confronti di chi, secondo i manifestanti, sostiene l’occupazione israeliana.
Il corteo e il flash mob davanti a MSC Crociere

Un momento di forte impatto si è registrato davanti alla sede di MSC Crociere, dove i manifestanti hanno inscenato un flash mob per evidenziare quella che hanno definito la “complicità della compagnia crocieristica nel genocidio in Palestina”. È stato steso uno striscione e con vernice bianca sono state scritte per terra parole di denuncia. La manifestazione ha sottolineato il ruolo che attribuiscono a MSC nel sostenere indirettamente le politiche israeliane contro la popolazione palestinese.
Accanto alle bandiere tradizionali palestinesi, sono state esposte anche quelle di Cuba e Venezuela, simboli di una più ampia solidarietà internazionale tra i popoli oppressi. A rappresentare uno dei gruppi partecipanti, il Centro Culturale Handala Ali ha dichiarato: “La situazione in Palestina non fa che peggiorare. Israele sta intensificando gli attacchi contro Gaza e le voci internazionali non bastano più. Non possiamo più stare in silenzio mentre una popolazione viene sistematicamente sterminata. Oggi siamo qui, non solo per la Palestina, ma per tutti i popoli che lottano contro l’occupazione.”
Il contesto nazionale e internazionale delle proteste pro Palestina
La manifestazione di Napoli si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazioni in tutta Italia e nel mondo. Solo pochi mesi fa, il 30 settembre 2025, un corteo pro Palestina si è svolto all’Università Sapienza di Roma, dove gli studenti hanno sfilato con cartelli che accusavano alcune figure politiche italiane di essere “complici del genocidio”.
Parallelamente, la questione della Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria composta da decine di imbarcazioni civili dirette a Gaza per rompere il blocco navale israeliano, ha provocato tensioni e arresti da parte delle autorità israeliane, tra cui una quarantina di italiani. L’abbordaggio delle navi militari israeliane, avvenuto a meno di 70 miglia dalla costa di Gaza, ha acceso ulteriormente il dibattito internazionale sul conflitto israelo-palestinese e sulle condizioni della popolazione nella Striscia di Gaza.
La risposta israeliana ha definito la flottiglia una provocazione, mentre i sostenitori della missione umanitaria la considerano un gesto di solidarietà verso un popolo assediato. Le manifestazioni in diverse città italiane, tra cui Torino e Bologna, e i presidi organizzati in varie località, riflettono la crescente attenzione e il coinvolgimento dell’opinione pubblica italiana nei confronti della crisi in Medio Oriente.
Questo quadro di proteste e iniziative solidali conferma come la questione palestinese continui a essere al centro dell’attenzione pubblica, con un coinvolgimento che supera i confini nazionali per assumere una dimensione internazionale.






