A Pietracatella, un silenzio pesante avvolge le strade del paese. Poco più di mille anime, strette attorno a un dolore che non si placa. Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara, madre e figlia, trovate morte subito dopo Natale 2025: un colpo al cuore che ha scosso l’intera comunità. Ora, un altro colpo: l’avvocato Arturo Messere, da sempre al fianco di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, si è ritirato dalla difesa. Nessuna spiegazione ufficiale. Nel frattempo, gli inquirenti attendono i risultati finali degli esami tossicologici e delle autopsie, attesi entro fine aprile. La verità, ancora nascosta, resta il nodo da sciogliere.
Madre e figlia morte a Pietracatella: gli aggiornamenti
Nel bel mezzo del procedimento penale ancora aperto contro ignoti, l’avvocato Arturo Messere ha comunicato a Gianni Di Vita la sua decisione di rinunciare all’incarico. Quando gli è stato chiesto il perché, Messere ha parlato di “motivi contingenti” senza entrare nei dettagli. Di Vita ha così scelto in fretta un nuovo legale: l’avvocato Vittorino Facciolla, penalista di lungo corso e consigliere regionale del Partito Democratico, che in passato è stato anche segretario regionale del partito. Facciolla ha assicurato che non è cambiata la posizione processuale del suo assistito: il cambio è solo una questione di necessità organizzativa. Il passaggio di consegne è avvenuto nella stessa mattinata in cui Messere ha annunciato il suo addio.
Indagini sull’avvelenamento con la ricina: il quadro resta confuso
L’inchiesta procede in un clima di grande incertezza. Negli ultimi giorni la Squadra Mobile di Campobasso ha ascoltato a lungo Gianni Di Vita e la figlia Alice, con interrogatori che sono durati più di dieci ore in totale, per cercare di ricostruire ogni dettaglio. All’inizio si pensava a un’intossicazione alimentare acuta, ma le analisi più approfondite del Centro Nazionale Antiveleni di Pavia hanno trovato tracce di ricina nel sangue delle due donne. La ricina è un veleno potentissimo, difficile da ottenere e da riconoscere, e questo ha spostato le indagini verso l’ipotesi di un duplice omicidio premeditato. Per ora la procura di Larino ha aperto un fascicolo contro ignoti e non ci sono indagati. Gli inquirenti attendono entro dieci giorni la relazione finale che potrebbe fornire dettagli decisivi. Si sta anche valutando un sopralluogo nella casa di Pietracatella, ma la data non è ancora stata decisa. Tante domande restano aperte, a partire dal movente e dal modo in cui la ricina sarebbe entrata nella famiglia Di Vita. Una vicenda complessa che tiene con il fiato sospeso la comunità locale, divisa tra dolore e attesa.



