Milano, 1 gennaio 2025 – La richiesta arrivata dalla Farnesina all’ospedale Niguarda di Milano riguarda, per il momento, l’accoglienza di tre pazienti con l’arrivo previsto tra la notte e la giornata di domani, in base alle condizioni cliniche dei feriti, attualmente ricoverati in strutture ospedaliere svizzere nei pressi di Crans Montana. Il trasferimento potrà avvenire solo dopo il via libera dei medici che li hanno in cura.
Il Niguarda pronto ad accogliere i feriti
L’ospedale Niguarda di Milano si sta preparando a ricevere i primi feriti dell’incendio che nella notte ha distrutto un bar nella località sciistica di lusso di Crans-Montana, in Svizzera, a circa 160 chilometri dal capoluogo lombardo.
Come spiegato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, elicotteri stanno partendo dalla Lombardia per il recupero dei feriti, anche a causa dell’elevato numero di persone coinvolte, che mette sotto pressione le strutture sanitarie svizzere, e della necessità di reparti altamente specializzati per la cura delle ustioni. Tajani ha precisato che non è ancora noto se i pazienti trasferiti siano cittadini italiani e che l’intervento avviene per spirito di solidarietà di fronte alla tragedia.

L’attivazione del sistema sanitario lombardo
Regione Lombardia ha comunicato al Ministero degli Affari Esteri la propria disponibilità ad accogliere i giovani rimasti feriti, mettendo a disposizione tutte le competenze e le risorse necessarie. È stata immediatamente attivata la Consolle delle Maxi Emergenze di Areu e coinvolta l’intera rete ospedaliera regionale. Considerata la natura dell’evento, è stato allertato il Centro Grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano.
Il Niguarda è l’unico ospedale del Nord Italia dotato delle strutture necessarie per affrontare emergenze di questo tipo, grazie a un centro ustioni operativo da anni e recentemente ristrutturato e ampliato con un finanziamento regionale di 4,5 milioni di euro, destinato al suo ammodernamento.
Oggi il centro rappresenta un punto di riferimento a livello europeo. Per questo si è deciso di trasferire al Niguarda alcuni dei feriti dell’incendio di Capodanno in Svizzera. Se al momento appare certo l’arrivo dei primi due pazienti, le cui condizioni non sono ancora note, il reparto sarebbe in grado di accogliere fino a 16 persone. È previsto, se necessario, un piano di gestione della maxi emergenza che contempla il trasferimento in altri reparti dei pazienti già ricoverati e in condizioni di essere spostati, al fine di liberare posti letto.
Personale specializzato e supporto multidisciplinare
Il centro ustioni del Niguarda può contare su dodici medici e chirurghi plastici, cinque medici rianimatori dedicati e trenta infermieri, oltre a fisioterapisti e riabilitatori, operativi 24 ore su 24 per tutto l’anno. Parte dei posti letto è attrezzata come terapia intensiva. Il reparto collabora inoltre con la Banca dei tessuti dell’ospedale, dove vengono effettuati il prelievo e la lavorazione dei tessuti necessari agli autotrapianti nei pazienti ustionati, e con la Chirurgia Plastica per il trattamento degli esiti delle lesioni da ustione.






