Napoli, 23 febbraio 2026 – Una serata di calcio si è trasformata in un dramma familiare a Capodimonte, dove un rigore contestato nella partita Atalanta-Napoli ha scatenato una violenta lite domestica. Il quarantenne tifoso azzurro, infuriato per il mancato calcio di rigore assegnato dall’arbitro dopo l’intervento del VAR su un contatto in area, ha pronunciato parolacce ad alta voce davanti alla televisione, scatenando un grave fraintendimento con la moglie.
Aggressione in famiglia: la lite scaturita dal rigore negato in Atalanta-Napoli
La donna, 35 anni, ha interpretato le parole dure del marito come un attacco diretto a lei. La tensione è rapidamente degenerata: dopo aver minacciato il coniuge di andarsene, ha afferrato un paio di forbici con cui ha tentato di ferirlo senza successo. Successivamente ha preso un coltello dalla cucina, colpendo il marito al fianco sinistro. Nonostante la ferita, l’uomo è riuscito a chiamare il 112 e il 118 per chiedere aiuto, mentre la moglie continuava ad aggredirlo lanciando altri coltelli, uno dei quali è stato ritrovato conficcato nel muro dai carabinieri intervenuti sul posto.
La donna è stata arrestata con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti a offendere. Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto altre tre lame, inclusa un’apriostriche, nella sua borsa. Il marito è stato ricoverato al Loreto Mare: le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.
Tensione e contesto sportivo
L’episodio è avvenuto in un momento di alta tensione sportiva, dato che la partita tra Atalanta e Napoli, valida per il campionato di Serie A 2025/26, ha visto una decisione arbitrale fortemente contestata dai tifosi partenopei. L’arbitro aveva inizialmente concesso un calcio di rigore, per poi annullarlo dopo il consulto con il VAR, suscitando proteste accese non solo sugli spalti ma anche nelle case di molti appassionati.
Aspetti sociali e familiari
Questa vicenda mette in luce le fragilità che possono emergere nella vita quotidiana, amplificate da momenti di stress e incomprensioni. Il conflitto domestico, pur scaturito da un episodio apparentemente banale quale una partita di calcio, ha portato a conseguenze gravi e a un intervento immediato delle forze dell’ordine. I carabinieri della stazione di Capodimonte hanno gestito la situazione con prontezza, garantendo la sicurezza e l’assistenza medica necessaria.
L’uomo, dopo le cure, potrà tornare a casa, mentre la donna rimane in custodia cautelare, in attesa degli sviluppi giudiziari. Il caso sottolinea l’importanza di una maggiore consapevolezza e gestione delle tensioni familiari, anche in contesti apparentemente innocui come la visione di una partita di calcio.






