Domenica 12 aprile, a Milano-Linate, un caos mai visto ha paralizzato il volo easyJet per Manchester. File interminabili, attese estenuanti e un sistema di controlli passaporti che ha fatto saltare i nervi a centinaia di viaggiatori. L’EES, il nuovo sistema europeo Entry/Exit, ha rallentato ogni procedura ben oltre le previsioni. Così, l’aereo è decollato quasi vuoto: soli 27 passeggeri a bordo, mentre più di cento sono rimasti bloccati dietro le porte dei controlli, senza speranza di salire a bordo. Una situazione che ha acceso le polemiche, trasformando una semplice domenica di viaggio in un vero incubo.
Problemi per easyJet a Linate: ecco cosa è successo
Gli schermi degli arrivi e partenze lampeggiavano da ore, ma il volo easyJet 5420 per Manchester, previsto alle 11, è decollato con un’ora di ritardo e quasi vuoto. Dietro ai varchi di frontiera, oltre 120 persone erano ancora bloccate in una fila che non avanzava, rallentata dall’entrata in funzione del nuovo sistema digitale EES, che ha sostituito il controllo manuale dei passaporti. Il caldo torrido e la lunga attesa hanno fatto scoppiare situazioni di disagio: svenimenti, vomito, stress a livelli altissimi. Alcuni passeggeri hanno raccontato di aver passato fino a 20 ore in aeroporto senza riuscire a salire sull’aereo, costretti a cercare altre soluzioni, come voli per Londra-Gatwick.
Easyjet prova a correre ai ripari, ma i limiti restano
La compagnia ha spiegato di aver fatto il possibile per limitare i disagi. I voli sono stati trattenuti più a lungo per dare tempo ai passeggeri, ma i turni di lavoro degli equipaggi impongono regole ferree che non si possono aggirare. Per chi ha perso il volo è stata offerta la riprotezione gratuita, mentre easyJet chiede alle autorità di essere più flessibili nell’applicazione delle norme durante questa fase di passaggio al nuovo sistema. La compagnia sottolinea però che i problemi non dipendono da loro, ma dalla gestione dei controlli di frontiera, affidata agli enti nazionali.
Ees, il nuovo sistema europeo che cambia le regole ai controlli di frontiera
Entrato in vigore il 10 aprile 2026, l’EES vuole modernizzare i controlli alle frontiere di circa trenta Paesi, tra cui quelli dell’area Schengen e i vicini Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. Al posto del vecchio timbro manuale, il sistema registra in digitale ogni ingresso e uscita di cittadini extra-UE con soggiorni brevi, raccogliendo dati, foto e impronte biometriche. L’idea è di aumentare la sicurezza e velocizzare le procedure, ma la partenza è stata difficile e ha causato disagi come quelli di Linate. Paesi come Cipro e Irlanda continueranno a usare il timbro tradizionale, ma per tutti gli altri extra-UE il controllo digitale è ora obbligatorio, con tempi più lunghi e personale più impegnato.
Questa nuova frontiera digitale evidenzia quanto sia complesso il passaggio a tecnologie più avanzate nelle procedure europee. Nel frattempo, aeroporti e compagnie si trovano a dover fare i conti con una realtà cambiata, che sta rivoluzionando il modo di viaggiare in Europa.






