Trieste, 12 gennaio 2026 – La vicenda che ruota attorno alla morte di Liliana Resinovich registra un nuovo capitolo giudiziario. La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Sebastiano Visintin, marito della donna, che chiedeva di disporre un nuovo incidente probatorio con una terza perizia medico-legale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con una sentenza motivata, depositata il 18 novembre 2025, che ha anche condannato Visintin al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende, sottolineando la responsabilità per aver proposto un ricorso giudicato privo di fondamento.
Liliana Resinovich: il rigetto del ricorso della difesa
Il collegio presieduto da Giacomo Rocchi ha stabilito che l’ordinanza del Gip di Trieste, emessa il 30 giugno 2025, rientra pienamente nelle regole del processo e non presenta alcuna “abnormità”, come invece sosteneva la difesa. Il giudice aveva respinto la richiesta di una nuova perizia medico-legale finalizzata a chiarire le cause e le modalità della morte di Liliana Resinovich, nonché il luogo di conservazione del corpo. Per la Corte, i motivi addotti dai legali di Visintin erano “manifestamente infondati”.
Aggiornamenti sulle indagini e dichiarazioni di Visintin
La vicenda, che vede Sebastiano Visintin unico indagato per omicidio, continua a suscitare attenzione. Liliana Resinovich scomparve il 14 dicembre 2021; il suo corpo fu ritrovato 21 giorni dopo in un boschetto dell’ex Opp, con elementi sospetti che hanno spinto la Procura a riaprire il caso e a sospettare un omicidio. Le prime due autopsie avevano fornito risultati contrastanti, motivo per cui la difesa chiedeva una nuova perizia.
Negli ultimi mesi, nuove prove come presunti hard disk denominati “Modigliani” sono emerse, potenzialmente in grado di influenzare il corso delle indagini. Sebastiano Visintin, in diverse interviste televisive, ha espresso delusione per il rigetto della superperizia, sottolineando il suo desiderio di chiarire la verità. Ha anche attaccato duramente Claudio Sterpin, ritenuto un personaggio controverso legato alla vicenda, e ha negato una relazione tra Sterpin e la moglie, definendo le sue affermazioni “una mancanza di rispetto” nei confronti di Liliana.
Visintin ha inoltre raccontato di aver sempre amato la moglie e di non aver mai avuto l’intento di farle del male, pur riconoscendo la difficoltà personale di essere stato indagato per la sua morte. La Procura continua a lavorare su nuove consulenze e accertamenti per fare piena luce su quanto accaduto.




