Venezia, 12 marzo 2026 – È fissato per giovedì 19 marzo il primo incontro tra i sindacati e la direzione di InvestCloud Italy, in merito ai licenziamenti collettivi decisi dall’azienda che ha annunciato la chiusura degli uffici di Marghera. La società, filiale del gruppo americano specializzato in tecnologia patrimoniale, ha comunicato l’intenzione di sostituire 37 dipendenti con sistemi basati sull’intelligenza artificiale (AI), segnando un precedente significativo nel panorama lavorativo locale e nazionale.
La protesta dei sindacati
L’assemblea dei lavoratori, convocata con il supporto della Fiom Cgil, ha evidenziato come i licenziamenti coinvolgano un gruppo di giovani professionisti altamente qualificati: un dirigente, sette quadri e 29 impiegati di alto livello, tutti laureati e con contratti ben retribuiti. “Non si tratta di un prodotto obsoleto, ma di professionalità che vengono rimpiazzate da software governati dall’intelligenza artificiale”, ha spiegato Michele Valentini, segretario generale della Fiom veneziana. La novità risiede proprio nella decisione di chiudere completamente l’attività nazionale per affidarsi esclusivamente all’AI, un fatto definito “inedito” dalle organizzazioni sindacali.
Per Michele Giordano, segretario della Cgil di Venezia, questa scelta rappresenta “un precedente pericoloso” e un segnale che richiede l’intervento immediato delle istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, affinché si prenda una posizione netta a tutela dei lavoratori e contro questa forma di sostituzione automatizzata.
Verso un confronto istituzionale e le sfide future
Il confronto che si aprirà il 19 marzo sarà accompagnato anche da un appello a livello regionale e nazionale, con la richiesta di attivare un tavolo di crisi per affrontare non solo la situazione di InvestCloud, ma anche le più ampie implicazioni di un modello di sviluppo economico che potrebbe vedere un crescente ricorso all’intelligenza artificiale a scapito di professionalità umane.
Matteo Masiero, segretario della Fim Cisl veneziana, ha sottolineato come la trasformazione digitale metta in discussione “l’impianto delle tutele contrattuali e sociali, costringendo a ripensare i modelli tradizionali di lavoro”. Nel dibattito si inserisce anche la riflessione di Riccardo Donadon, presidente di H-Farm, che parla di uno “tsunami digitale” alle porte, con la necessità di riqualificare le competenze e valorizzare l’aspetto creativo dell’attività umana.
Intanto, InvestCloud continua le sue attività oltreoceano, dove è alla ricerca di nuove figure professionali, evidenziando un quadro complesso di innovazione tecnologica e impatto occupazionale. La partita si gioca ora sul terreno del dialogo e delle politiche di tutela del lavoro, con l’assemblea del 19 marzo che rappresenta il primo passo ufficiale per affrontare una sfida inedita nel mondo del lavoro italiano.






