Aosta, 24 marzo 2026 – Continuano a emergere nuovi dettagli sull’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il Le Constellation, discobar di Crans-Montana, causando la tragica morte di 41 persone. Un elemento centrale dell’inchiesta è la porta di sicurezza al piano terreno, chiusa con un chiavistello pochi secondi prima dello scoppio del rogo, un fatto che ha ostacolato l’evacuazione e alimenta ancora molte controversie.
La porta di sicurezza del Constellation chiusa pochi secondi prima dell’incendio
Secondo un rapporto della Polizia cantonale del Vallese, che ha analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza, alle 1:26 della notte del 1° gennaio un dipendente del locale ha aperto la porta di servizio per far entrare un uomo, probabilmente un amico di una cameriera. Il video mostra quest’ultimo armeggiare con il chiavistello della porta poco prima dell’accensione delle fontane pirotecniche sulle bottiglie di champagne, che hanno innescato l’incendio. Non è chiaro se l’uomo abbia chiuso o aperto la porta, ma l’ipotesi più accreditata è che l’uscita sia stata bloccata pochi secondi prima del rogo.
La proprietaria del discobar, Jessica Moretti, ha sempre sostenuto che la porta non veniva mai chiusa, mentre il buttafuori Jankovic Predrag ha riferito di aver sentito Jessica Moretti dire che le porte dovevano restare chiuse. Altri testimoni e documenti indicano una gestione controversa della porta, che a livello burocratico avrebbe dovuto essere un’uscita di sicurezza, ma che in realtà era considerata e utilizzata come porta di servizio, senza alcuna segnalazione né maniglia antipanico.
Le ammissioni di Jacques Moretti
Durante l’interrogatorio, Jacques Moretti, co-proprietario del Le Constellation, ha ammesso di aver dovuto forzare la porta chiusa dall’interno per accedere al locale durante l’incendio. Ha descritto una scena drammatica, con decine di persone ferite e senza vita, tra cui la giovane cameriera Cyane Panine, la cui morte ha profondamente segnato i titolari. Moretti ha dichiarato che quella porta doveva restare sempre aperta, ma in realtà era bloccata con un chiavistello.
Il locale, rinnovato completamente dopo l’acquisto del 2015, ospitava quella sera un numero di clienti doppio rispetto alla capienza consentita. Le fontane pirotecniche sulle bottiglie di champagne, abitualmente usate per festeggiare, sono state la causa scatenante dell’incendio. Nonostante i controlli antincendio effettuati negli anni precedenti, non risultano verifiche approfondite dal 2020 in poi e non è stata fornita una formazione specifica al personale per la gestione delle emergenze.






