Milano, 15 gennaio 2026 – La Corte d’Appello di Milano ha emesso oggi una sentenza molto attesa nel processo legato alla cosiddetta “Mensa dei Poveri”, che coinvolgeva l’ex europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte ha assolto Lara Comi dall’accusa di corruzione e da un episodio di truffa, riducendo contestualmente la pena inflitta in primo grado da 4 anni e 2 mesi a 1 anno di reclusione, pena sospesa e una multa di 500 euro. Al momento della lettura del dispositivo, l’ex esponente politica è scoppiata in lacrime. La Corte ha inoltre riconosciuto nei suoi confronti l’attenuante del risarcimento equivalente all’aggravante.
Ridimensionamenti di pena per altri imputati
Oltre a Comi, la Corte d’Appello ha emesso verdetti importanti anche per altri imputati coinvolti nel medesimo procedimento. È stata confermata l’assoluzione per Pietro Tatarella, ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia ed ex consigliere comunale milanese, anch’egli coinvolto nelle indagini. L’ex parlamentare azzurro Diego Sozzani è stato scagionato dopo una condanna in primo grado a 1 anno e 1 mese. Per quanto riguarda l’imprenditore Daniele D’Alfonso, la pena è stata ridotta da 6 anni e mezzo a 5 anni e 2 mesi, mentre per Giuseppe Zingale, ex direttore generale di Afol Metropolitana, la condanna è scesa da 2 anni a 1 anno e 6 mesi.






