Milano, 13 febbraio 2026 – A 82 anni, Vittorio Feltri continua a rappresentare una voce autorevole e controversa nel panorama giornalistico e politico italiano. Dopo una carriera intensa che lo ha visto al timone di testate storiche come Il Giornale, L’Indipendente, L’Europeo e la fondazione di Libero, Feltri si è confermato come uno dei protagonisti più influenti del giornalismo italiano contemporaneo. Dal 2021 è iscritto a Fratelli d’Italia ed è stato eletto consigliere regionale della Lombardia nel 2023.
La vita personale e professionale di Vittorio Feltri
Vittorio Feltri ha sempre mantenuto un profilo schietto, anche nelle riflessioni più intime. Ricorda con dolore la perdita della sua prima moglie, morta di parto, che gli consegnò un fagottino con due gemelle, un evento che lo segnò profondamente, tanto da sentirsi svenire. Da allora, la sua famiglia si è allargata con altri figli e un’adozione, e oggi conta almeno sette nipoti. Nonostante la sua immagine spesso dura, Feltri si definisce un “sentimentale travestito da cinico”.
Il percorso professionale di Feltri è iniziato giovanissimo come fattorino e commesso, mentre contemporaneamente studiava per ottenere la maturità classica da privatista. La passione per il giornalismo lo ha portato a collaborare con diverse testate, come L’Eco di Bergamo e La Notte, fino a diventare uno dei più celebri direttori di quotidiani italiani.
Tra i momenti più significativi della sua carriera c’è stata la difesa pubblica di Enzo Tortora, ingiustamente accusato, esperienza che segnò anche il suo modo di intendere il giornalismo investigativo. La sua esperienza al Corriere della Sera sotto la direzione di Piero Ottone fu un trampolino di lancio, così come il sodalizio e il confronto con il grande Indro Montanelli, con cui mantenne un rapporto di stima e collaborazione, nonostante le differenze politiche.
Il rapporto con Montanelli e la scena giornalistica italiana
Indro Montanelli, una delle figure più carismatiche del giornalismo italiano del Novecento, fu un punto di riferimento per Vittorio Feltri. I due si incontrarono negli anni ’80 e condivisero momenti di dialogo e collaborazione, sebbene Montanelli fosse visto da Feltri come il “capo della destra italiana”, mentre Feltri stesso non si identificava completamente in quell’area politica. Montanelli si definiva spesso critico verso le testate che dirigeva, ma riconosceva il successo ottenuto sotto la guida di Feltri.
Montanelli, ricordato per la limpidezza della scrittura e per il rigore professionale, rappresenta ancora oggi un modello nel giornalismo italiano. La sua vita e carriera sono state oggetto di numerosi studi e pubblicazioni, a testimonianza del suo ruolo imprescindibile nella storia della stampa nazionale.
Gli ultimi anni e il coinvolgimento politico
Negli ultimi anni, Feltri ha assunto un ruolo attivo anche in politica. Dopo essere stato consigliere comunale a Milano nel 2021, incarico lasciato per motivi di salute dopo sette mesi, è stato eletto consigliere della Regione Lombardia nel 2023 come capolista di Fratelli d’Italia. La sua presenza in politica è accompagnata da un impegno critico verso la gestione italiana, pur mantenendo una posizione che si distanzia da etichette ideologiche rigide.
Feltri è noto per il suo stile diretto e spesso provocatorio, che si riflette sia nelle sue opinioni politiche sia nella conduzione dei giornali. Nel 2023 ha lasciato la direzione editoriale di Libero, testata da lui fondata nel 2000, passandone la guida a Daniele Capezzone.
Nonostante l’età e qualche problema di salute, Feltri ha dichiarato di “annoiarsi un po’” ma mantiene intatta la passione per il giornalismo e la scrittura. La sua capacità di analisi e il suo sguardo critico continuano a influenzare il dibattito pubblico italiano, alimentando discussioni spesso accese ma sempre centrali per comprendere la complessità della società italiana contemporanea.

