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Home Cronaca

La storia del Teatro Sannazaro, dall’apertura del 1847 al drammatico incendio

Costruito nel XIX secolo, il teatro ha attraversato oltre un secolo e mezzo di vicende artistiche e sociali, diventando un punto di riferimento per la cultura napoletana

by Alessandro Bolzani
17 Febbraio 2026
L'interno del Teatro Sannazaro

L'interno del Teatro Sannazaro | ANSA/ CESARE ABBATE - Alanews.it

Il Teatro Sannazaro, icona culturale di Napoli e simbolo del quartiere Chiaia, è stato gravemente colpito da un incendio martedì 17 febbraio 2026, che ha causato il crollo della sua cupola. La notizia ha lasciato sgomenti cittadini e appassionati di teatro, che vedono andare in fumo un pezzo significativo della storia artistica della città. Costruito nel XIX secolo, il teatro ha attraversato oltre un secolo e mezzo di vicende artistiche e sociali, diventando un punto di riferimento per la cultura napoletana.

Le origini del Teatro Sannazaro: una “bomboniera” nel cuore di Chiaia

Il Teatro Sannazaro fu commissionato da Don Giulio Mastrilli, duca di Marigliano, all’architetto Fausto Nicolini. La sua costruzione avvenne sull’area dell’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla Chiesa di Sant’Orsola in via Chiaia. Inaugurato il 26 dicembre 1847 con La petite Marquise di Henri Mielhac, portata in scena dalla Compagnia Le Roy-Clarence, il teatro fu subito riconosciuto per la sua eleganza e raffinatezza. Decorato con ori e stucchi da Vincenzo Paliotti, il Sannazaro guadagnò l’appellativo affettuoso di “La Bomboniera di Chiaia”, per via delle sue dimensioni contenute ma della straordinaria eleganza interna, definita dalla critica come un jolie bouquet.

Fin dai primi anni, il teatro si dedicò alla prosa, diventando un punto di riferimento per compagnie locali e nazionali. Tra i grandi interpreti che calcarono il suo palco si ricordano Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Ermete Novelli, Emma Gramatica, Antonio Gandusio e Ruggero Ruggeri, figure che contribuirono a costruire la fama del teatro anche oltre i confini della città.

Il legame con Eduardo Scarpetta e i grandi classici

Un momento storico per il Sannazaro fu nel 1889, quando ospitò la prima di Na Santarella, commedia di Eduardo Scarpetta. Scarpetta legò parte della sua carriera al teatro, condividendo il palco con il figlio Vincenzino e artisti come Nicola Maldacea, Ruggero Ruggeri, Gennaro Pantalena, Adelina Magnetti, Agostino Salvietti, Ermete Novelli e Mariella Gioia. La direzione artistica del Sannazaro favorì la messa in scena di opere di grandi autori italiani, tra cui Gabriele D’Annunzio, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo e Libero Bovio. In questo periodo, il teatro consolidò la sua reputazione come fucina di talenti e centro nevralgico della cultura napoletana.

Gli esordi dei Fratelli De Filippo al Teatro Sannazaro

Il 1932 segnò un altro passaggio fondamentale nella storia del teatro: qui esordirono i Fratelli De Filippo, allora poco conosciuti, con la loro “Compagnia Teatro Umoristico I De Filippo”. Eduardo, sotto lo pseudonimo di Molise, e Peppino, come Bertucci, presentarono quindici “novità”, mentre la sorella Titina partecipava come autrice insieme a Peppino alla commedia Quaranta ma non li dimostra. Proprio al Sannazaro avvenne l’incontro storico tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, un momento destinato a segnare il teatro italiano del Novecento.

La crisi e la rinascita

Come molti teatri dell’epoca, anche il Sannazaro subì un periodo di declino a partire dal 1934, complice la guerra e le difficoltà economiche. Il teatro venne riconvertito in cinema, perdendo parte della sua funzione originaria. Solo alla fine degli anni ’60, grazie agli sforzi di Nino Veglia e Luisa Conte, iniziò un processo di ristrutturazione che restituì al Sannazaro il suo splendore.

Incendio al Teatro Sannazzaro di Napoli
Fermoimmagine di un video che mostra fiamme e fumo salire dall’incendio che ha avvolto il teatro Sannazaro di via Chiaia a Napoli, 17 febbraio 2026. ANSA

La riapertura avvenne il 12 novembre 1971 con la messa in scena di Annella di Portacapuana, portata in scena dalla “Compagnia Stabile Napoletana” di Veglia, un momento celebrativo che segnò il ritorno alla grande prosa napoletana.

La gestione familiare del Teatro Sannazaro

Dopo la morte di Nino Veglia, Luisa Conte continuò a gestire il teatro fino alla sua scomparsa nel 1994. La nipote Lara Sansone ne prese le redini come direttrice artistica, con l’obiettivo di valorizzare il repertorio classico napoletano. La Compagnia capocomica del Sannazaro, sotto la sua guida, ha recuperato e promosso testi storici, mantenendo vivo il legame tra la tradizione teatrale e le nuove generazioni di spettatori.

Collaborazioni con grandi nomi del teatro italiano

Negli anni recenti, il Sannazaro ha ospitato produzioni con nomi di primo piano come Leopoldo Mastelloni, Gino Rivieccio, Benedetto Casillo, Peppe Barra, Biagio Izzo e Lina Sastri. L’ingresso del teatro è stato arricchito da un caffè all’aperto dedicato a Luisa Conte, “Il caffè di donna Luisa”, rimosso poi nel 2021 a seguito di lavori di ristrutturazione. Queste iniziative hanno contribuito a rendere il teatro non solo un luogo di spettacolo, ma anche di socializzazione e cultura diffusa.

Riconoscimento ufficiale e funzioni culturali

Nel 2018 il Teatro Sannazaro è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo come centro di produzione teatrale. Oltre alla prosa, negli ultimi anni il teatro ha ospitato concerti, presentazioni, incontri e persino comizi politici, confermandosi spazio polifunzionale di confronto e cultura aperta. Tra gli eventi di rilievo vi sono stati spettacoli musicali come quelli della cantante israeliana Noa e incontri elettorali con figure politiche di rilievo, tra cui Luigi Di Maio.

Il drammatico incendio

La tragedia più recente ha colpito il teatro martedì 17 febbraio 2026, quando un incendio ha devastato la cupola, causando il crollo della struttura sulla platea. Sul posto è intervenuta anche Lara Sansone, visibilmente scossa e in lacrime, ricevendo notizie sullo stato di danneggiamento della storica struttura. L’incendio rappresenta non solo una perdita materiale, ma anche un duro colpo simbolico per la cultura napoletana e per una comunità che da sempre ha vissuto il Sannazaro come un punto di riferimento artistico.

Tags: ApprofondimentoNapoli

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