Chi siamo
Redazione
venerdì 30 Gennaio 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Cronaca

La Corte Ue boccia il modello dei centri per migranti in Albania del governo Meloni

La sentenza della Corte Ue impone all’Italia di rivedere le procedure accelerate per l’asilo e mette in discussione i trasferimenti verso l’Albania secondo il diritto europeo

by Giacomo Camelia
1 Agosto 2025
Trasferimento di migranti in Albania

Trasferimento di migranti in Albania | Pixabay @BalkansCat - alanews

Roma, 1 agosto 2025 – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha emesso oggi una sentenza di grande impatto che rigetta il modello italiano di gestione delle domande di asilo basato sulla designazione dell’Albania come paese di origine sicuro. A commentare la decisione è il Tavolo Asilo e Immigrazione, che definisce la sentenza una netta sconfessione della linea del governo italiano, evidenziando come sia ora impossibile mantenere la procedura accelerata di esame delle richieste di protezione basata sulla presunzione automatica di sicurezza di un paese d’origine.

La sentenza della Corte Ue sul modello Albania

La Corte ha stabilito un principio fondamentale: uno Stato membro non può designare un paese di origine sicuro senza garantire un controllo giurisdizionale effettivo e trasparente e senza assicurare protezione a tutta la popolazione, senza eccezioni. La decisione colpisce direttamente il cosiddetto “modello Albania”, che consentiva di processare rapidamente le domande di asilo mediante procedure accelerate basandosi su atti legislativi opachi e non verificabili.

Il Tavolo Asilo e Immigrazione sottolinea che non è più ammissibile trattare come paese sicuro un territorio che non offre garanzie a tutte le categorie di persone, e che i trasferimenti verso l’Albania, così come praticati, sono incompatibili con il diritto europeo. La sentenza, pertanto, demolisce l’architettura giuridica che ha sostenuto fino ad oggi il Protocollo Italia-Albania.

Le implicazioni giuridiche e il ruolo della magistratura

Negli ultimi mesi, il Tribunale di Roma ha già mostrato un orientamento critico verso il Protocollo, annullando trattenimenti di richiedenti asilo provenienti da Egitto e Bangladesh trasferiti in Albania, proprio perché questi Stati non possono essere considerati paesi di origine sicuri secondo le indicazioni della CGUE e le schede Paese del Ministero degli Esteri. Questi provvedimenti hanno suscitato reazioni dure da parte del governo italiano, che ha tentato di delegittimare l’operato della magistratura, ma senza successo.

Il Tavolo Asilo e Immigrazione chiede al governo di non riattivare il Protocollo Italia-Albania, evidenziando che la sentenza della Corte è inequivocabile e che qualsiasi tentativo di piegare le norme europee sarà destinato a fallire. Inoltre, è ancora aperto un fronte giuridico relativo ai trasferimenti diretti dai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) verso l’Albania, oggetto di un nuovo rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia, un iter che potrebbe richiedere almeno due anni.

Questa sentenza rappresenta un importante momento di verifica e di ridefinizione delle politiche migratorie italiane, in linea con il rispetto del diritto europeo e dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo.

Related Posts

I Paesi Baltici chiedono maggiore pressione sulla Russia
Esteri

Russia, i Paesi baltici all’Ue: “Serve maggiore pressione su Mosca”

29 Gennaio 2026
Ucraina: Zelensky ringrazia Trump e sente Merz
Esteri

Ucraina, Zelensky ringrazia Trump e sente Merz: “Europa più forte”

29 Gennaio 2026
Video

Shoah, Zuppi in visita al Memoriale: “Non condannati a vivere da bruti in tempi di brutalità”

29 Gennaio 2026
Cronaca

Shoah, Zuppi al Memoriale: “Antisemitismo inaccettabile, va superata la logica della brutalità”

29 Gennaio 2026
Video

Canottieri Napoli ricorda Tizzano, “a suo nome lo stadio del remo”

29 Gennaio 2026
Sport

Canottieri Napoli propone di intitolare a Tizzano lo stadio del remo di Lago Patria

29 Gennaio 2026

Articoli recenti

  • Russia, i Paesi baltici all’Ue: “Serve maggiore pressione su Mosca”
  • Ucraina, Zelensky ringrazia Trump e sente Merz: “Europa più forte”
  • Shoah, Zuppi in visita al Memoriale: “Non condannati a vivere da bruti in tempi di brutalità”
  • Shoah, Zuppi al Memoriale: “Antisemitismo inaccettabile, va superata la logica della brutalità”
  • Canottieri Napoli ricorda Tizzano, “a suo nome lo stadio del remo”

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
  • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.