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La Cedu condanna l’Italia per la morte di Riccardo Magherini: i dettagli

La Corte europea evidenzia gravi lacune nella formazione dei carabinieri e nelle procedure di immobilizzazione, imponendo all’Italia un risarcimento ai familiari della vittima

by Giacomo Camelia
15 Gennaio 2026
Riccardo Magherini

Facebook, Riccardo Magherini

Firenze, 15 gennaio 2026 – La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha emesso una sentenza che condanna l’Italia per la morte di Riccardo Magherini, l’ex calciatore fiorentino deceduto nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014 mentre era immobilizzato a terra dai Carabinieri nel quartiere di San Frediano a Firenze. La decisione della Corte di Strasburgo mette in luce gravi carenze nelle modalità di intervento e nella formazione degli agenti coinvolti.

Un martelletto del giudice per i verdetti in tribunale
Un martelletto del giudice per i verdetti in tribunale | Pixabay @iPicture – alanews.it

Le motivazioni della sentenza della Cedu

Nella sentenza si evidenzia che le linee guida vigenti all’epoca non fornivano indicazioni chiare e adeguate sul corretto posizionamento delle persone in posizione prona, tecnica utilizzata per immobilizzare Magherini, ma che può comportare rischi letali se non applicata correttamente. La Corte ha sottolineato la mancanza di una formazione specifica per gli agenti delle forze dell’ordine, che avrebbe dovuto garantire competenze sufficienti nell’uso di tecniche di immobilizzazione potenzialmente pericolose per la vita.

Secondo la Corte, lo Stato italiano è responsabile del decesso di Magherini non per la condotta diretta dei singoli carabinieri, già assolti dalla Cassazione, ma per la mancanza di misure preventive e di formazione adeguata. Per questo motivo è stato disposto un risarcimento di 140mila euro ai familiari per danni morali.

La versione italiana e le reazioni della famiglia

Il governo italiano ha replicato sostenendo che la morte sia stata causata da una “sfortunata combinazione di tre concause”: la posizione prona, la forte intossicazione da cocaina e un meccanismo asfittico, escludendo la violenza come causa diretta. È stato inoltre precisato che Magherini “non è stato picchiato”, sebbene abbia ricevuto due calci durante l’intervento, circostanza ritenuta non collegata al decesso.

Questa ricostruzione ha riacceso il dolore della famiglia, con il padre Guido Magherini che ha definito “assurde” le giustificazioni del governo e ha espresso fiducia nella Corte europea, auspicando che venga fatta piena luce sull’accaduto. L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, ha annunciato il deposito delle controdeduzioni, con una decisione finale della Cedu attesa entro l’estate.

La vicenda di Riccardo Magherini rappresenta un caso emblematico di come la mancanza di protocolli chiari e formazione adeguata possa portare a tragiche conseguenze, sollevando questioni importanti sul rispetto del diritto alla vita e sull’impiego della forza da parte delle forze di polizia in Italia.

Tags: Ultim'ora

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