Crans-Montana, 10 gennaio 2026 – Jacques e Jessica Moretti arrivano insieme, mano nella mano, alle otto del mattino. Lui a testa alta, sguardo duro; lei con grandi occhiali da sole scuri a coprirle il viso, nonostante sia ancora buio, visibilmente commossa. Non cercano ingressi secondari: attraversano la neve e affrontano il muro di giornalisti e telecamere che quasi impedisce l’accesso agli uffici della procura di Sion. Un gesto che sembra dire: siamo qui, non ci nascondiamo. Nessuna parola, nemmeno davanti alla domanda dei cronisti: volete chiedere scusa alle famiglie?
Sette ore dopo escono separati. Jacques lascia l’edificio in stato di arresto, a bordo di un furgone bianco della polizia. Jessica se ne va a piedi, scortata da tre avvocati e da un cordone di agenti che tiene lontani i giornalisti. Il minuto di silenzio per le vittime della strage al bar Le Constellation è passato da un’ora e le strade dei coniugi Moretti, almeno per ora, si dividono.
Le parole di Jessica Moretti
Dall’alba la Rue des Vergers, stretta e raccolta, è affollata di cronisti: una cinquantina, forse di più. I passanti si fermano, i ragazzi scattano foto, tutti sanno cosa sta accadendo. Alle tre del pomeriggio Jessica Maric, coniugata Moretti, scende le scale dell’elegante palazzo senza gli occhiali da sole. Torna davanti a telecamere e flash e decide di parlare. In lacrime, dice: “I miei pensieri vanno alle vittime e a coloro che stanno lottando“, riferendosi ai feriti del rogo di Capodanno nel lounge bar di cui è proprietaria con il marito. “È una tragedia inimmaginabile. Mai avremmo potuto immaginare tutto questo. È successo nel nostro locale e non posso fare altro che chiedere scusa a tutte le vittime“. Accanto a lei c’è l’avvocata Yaël Hayat.

Le accuse
Le domande restano senza risposta. Lontana dall’immagine da vip emersa da alcune foto circolate online, colpita dall’ombra di essere fuggita mentre il locale andava in fiamme, Jessica viene trascinata via in lacrime e a testa bassa. Il giubbotto nero la protegge dal freddo del Vallese, i microfoni cercano una reazione alle responsabilità che aleggiano sulla strage: la presenza nel locale la notte di Capodanno, i minorenni che brindavano, le candele pirotecniche avvicinate a un soffitto pericoloso che ha preso fuoco. Anche lei si è ustionata a un braccio.
Su Jessica Moretti gravano gli stessi sospetti e gli stessi reati contestati al marito: omicidio, lesioni e incendio colposi. Per lei la procura generale ha disposto gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico e obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia. Una misura influenzata anche dalla necessità di accudire il figlio di dieci mesi.






