L’AQUILA, 17 MARZO 2026 – Sono iniziate oggi presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila le ispezioni ministeriali disposte dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, che ha suscitato ampia attenzione mediatica e politica a livello nazionale. La delegazione, guidata dalla capo-delegazione Monica Sarti, ha confermato che gli accertamenti sono in corso con “massima collaborazione e serenità”, ma ha precisato che l’attività è riservata e che i dettagli verranno resi noti solo al termine delle verifiche.
Accertamenti ministeriali in corso al tribunale per i minorenni dell’Aquila
Gli ispettori del Ministero della Giustizia stanno procedendo con l’acquisizione di documentazione e con l’eventuale ascolto dei magistrati coinvolti nella delicata vicenda. La visita, iniziata questa mattina, potrebbe protrarsi per due o tre giorni, con la possibilità di un ritorno degli ispettori in tribunale nel pomeriggio. L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza sulla gestione del procedimento che ha portato all’allontanamento dei tre minori dalla famiglia anglo-australiana residente in una casa nel bosco di Palmoli, in Abruzzo.
Contesto e sviluppi della vicenda della famiglia nel bosco
Il caso ha preso avvio da segnalazioni e interventi delle autorità dopo un episodio di intossicazione da funghi che ha coinvolto i bambini, seguito da accertamenti sulle condizioni abitative e scolastiche dei minori. Il Tribunale per i minorenni, valutando la situazione di potenziale “grave pregiudizio per la crescita e la sicurezza” dei bambini, ha disposto il loro trasferimento in una struttura protetta a Vasto, con la madre che può accompagnarli solo in orari limitati. La decisione ha generato forti reazioni, con attacchi diretti alla presidente del tribunale e polemiche politiche che coinvolgono il ministro Nordio e il governo.
Il padre dei bambini, Nathan Trevallion, ha espresso il proprio dolore definendosi “distrutto” e ha manifestato la volontà di ricostruire una situazione di equilibrio familiare, mentre gli avvocati della famiglia hanno già presentato ricorso contro l’ordinanza di allontanamento, contestandone alcuni elementi come la gestione dell’istruzione domiciliare dei minori. Intanto, le autorità locali e la garante per l’infanzia dell’Abruzzo lavorano per mediare e garantire il benessere dei bambini, evitando ulteriori traumi.






