Bergamo, 27 marzo 2026 – Proseguono i progressi nella guarigione di Chiara Mocchi, l’insegnante di francese accoltellata mercoledì scorso nella scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Dopo giorni di ricovero in terapia intensiva presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII, l’insegnante è stata trasferita in reparto e la sua situazione clinica appare in netto miglioramento. Nel frattempo, il ragazzo di 13 anni responsabile dell’aggressione è stato affidato a una struttura comunitaria per minori.
Insegnante accoltellata a scuola: l’aggressione in diretta
L’aggressione è stata ripresa in diretta dallo stesso studente, il quale ha condiviso il video su una chat di Telegram. Prima dell’atto violento, il ragazzo aveva pubblicato un messaggio in cui annunciava le sue intenzioni con toni freddi e disturbanti: “Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti”. Nel testo, scritto in inglese e intitolato Manifesto – soluzione finale, il giovane esprimeva un distacco emotivo e una pianificazione premeditata, suggerendo anche un possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale per la stesura. Le indagini sono attualmente concentrate anche su eventuali influenze esterne, soprattutto attraverso i social network, che potrebbero aver manipolato un ragazzo in una condizione di fragilità emotiva. I genitori del minore auspicano un approfondimento di tali dinamiche, ritenendo che ci possano essere persone che hanno esercitato un impatto negativo determinante.
Il messaggio di speranza della docente
Dal suo letto d’ospedale, con l’aiuto del suo avvocato, Chiara Mocchi ha dettato una lettera rivolta ai suoi alunni e alla comunità scolastica, in cui manifesta la volontà di trasformare la tragedia in un’opportunità di riflessione e cambiamento. “Questa ferita non diventi un muro ma un ponte”, scrive, auspicando un futuro in cui la scuola sia più attenta e inclusiva, soprattutto verso i ragazzi in difficoltà. La professoressa ha espresso gratitudine verso i colleghi intervenuti tempestivamente e gli studenti che hanno chiesto aiuto, sottolineando di non nutrire né rabbia né paura, ma solo il desiderio di vedere i giovani crescere in serenità e sicurezza.
Le ferite inferte con il coltello, che hanno sfiorato il collo e il torace, avrebbero potuto interrompere per sempre il suo cammino, ma la reazione coraggiosa e solidale di chi le è stato vicino ha evitato il peggio. Nel suo messaggio, Mocchi invita a non lasciarsi sopraffare dal dolore e dal buio, ma a costruire insieme un ambiente scolastico e sociale più umano e protettivo.






