Bergamo, 28 marzo 2026 – Emergono nuovi dettagli sull’aggressione avvenuta mercoledì mattina a Trescore Balneario, dove un alunno tredicenne ha accoltellato la professoressa Chiara Mocchi nei corridoi della scuola media. Le indagini rivelano che il giovane avrebbe acquistato su Telegram, tramite canali illegali, il coltello in stile ‘Rambo’ e una pistola scacciacani, oltre a sostanze potenzialmente esplosive. Nel frattempo, le condizioni della docente, ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, mostrano segnali di miglioramento.
Indagini sui materiali e i contatti Telegram
Secondo gli accertamenti dei carabinieri, lo studente ha reperito tutto il materiale usato nell’aggressione – coltello e arma scacciacani – attraverso acquisti effettuati su Telegram, piattaforma social vietata ai minori di 14 anni. Il legale della famiglia, avvocato Carlo Foglieni, ha sottolineato come rimanga da chiarire il modo in cui il ragazzo, che non ha ancora compiuto 14 anni, sia riuscito a iscriversi a Telegram e a eseguire tali acquisti. Inoltre, l’account Telegram utilizzato per trasmettere in diretta l’accoltellamento è stato chiuso, mentre gli inquirenti indagano su chi fosse collegato a quella diretta: si parla di meno di dieci utenti, ma al momento non risultano altre persone indagate né prove di istigazione all’azione violenta.
La situazione della professoressa e il contesto
La professoressa Mocchi, 57 anni, bergamasca di Berzo San Fermo, è assistita da uno psicologo che la supporta nel superamento del trauma. Il suo legale, avvocato Angelo Lino Murtas, ha confermato un lieve miglioramento fisico, sebbene la docente stia soffrendo ancora a livello emotivo. È emerso inoltre che settimane prima dell’aggressione la docente aveva subito atti di vandalismo alla propria auto parcheggiata vicino alla scuola, con gomme tagliate e scritte sulla carrozzeria, episodi che non aveva denunciato. Al momento non ci sono prove che colleghino tali atti al tredicenne.
Lo studente, non imputabile per via della sua età, si trova ora in una comunità protetta con il consenso della famiglia. La Procura dei Minori di Brescia potrà eventualmente chiedere misure di sicurezza o avviare procedimenti civili in base agli sviluppi. Nel frattempo, la Regione Lombardia e il presidente Attilio Fontana hanno espresso vicinanza alla docente, auspicandone il ritorno in cattedra non appena sarà possibile.






