Bergamo, 26 marzo 2026 – Nuovi dettagli in merito al caso dell’insegnante accoltellata a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, da parte di uno studente di 13 anni. Secondo quanto emerso, l’atto sarebbe stato trasmesso in diretta su un canale Telegram privato, rivelando una premeditazione inquietante e un contesto di tensioni scolastiche e personali.
Insegnante accoltellata a Bergamo: gli ultimi sviluppi
Il giovane si è presentato a scuola in abbigliamento “militare”, con pantaloni mimetici e una maglietta rossa con la scritta in evidenza «Vendetta», portando con sé un coltello seghettato e una pistola scacciacani. Prima dell’inizio delle lezioni, ha atteso e poi colpito la professoressa Mocchi con tre fendenti, localizzati al collo e all’addome, nel corridoio del primo piano. La docente è stata prontamente soccorsa e trasportata in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata sottoposta a un’operazione chirurgica ed è attualmente in terapia intensiva, ma non in pericolo di vita grazie anche alla trasfusione immediata a bordo dell’elicottero. Il ragazzo ha documentato l’intera aggressione con il cellulare legato al collo, trasmettendo l’evento in tempo reale su Telegram.
Tre compagni di classe hanno assistito attoniti alla scena, mentre due collaboratori scolastici e un insegnante sono riusciti a bloccare il giovane prima che potesse fuggire. Gli studenti hanno poi barricati le aule per timore di ulteriori atti violenti. La gravità dell’evento ha spinto la scuola a convocare psicologi per il supporto emotivo agli studenti coinvolti.
Indagini e movente: tra vendetta e premeditazione
Le indagini dei carabinieri hanno portato alla perquisizione della casa del ragazzo, dove è stato rinvenuto materiale potenzialmente esplosivo, affidato agli artificieri per ulteriori accertamenti. L’arma bianca e la pistola scacciacani sono state sequestrate, così come il cellulare, da cui emergono video precedenti in cui il tredicenne mostra come realizzare ordigni artigianali.
Il movente sembra ruotare attorno a un rancore maturato nei confronti della professoressa, alimentato da un voto giudicato ingiusto e da una nota disciplinare, ma anche da episodi di difesa da parte dell’insegnante verso un altro studente con cui il ragazzo aveva litigato. I compagni di classe descrivono un giovane in apparenza timido e tranquillo, ma che negli ultimi mesi aveva mostrato un cambiamento nel comportamento, diventando più aggressivo e chiuso.






