Roma, 21 febbraio 2026 – Nuove adesioni autorevoli sostengono la proposta di un indulto responsabile e differito, avanzata nel dicembre scorso durante un convegno romano dedicato al Giubileo dei detenuti. L’iniziativa, promossa da un gruppo di giuristi, filosofi, teologi, magistrati ed esperti di diritto penitenziario, mira a rispondere all’emergenza delle condizioni carcerarie italiane con soluzioni innovative e realistiche.
La proposta di indulto differito e le ragioni alla base
Il comitato promotore sottolinea come la drammaticità della situazione carceraria richieda un approccio che coniughi responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione. Viene evidenziato che un indulto “secco” potrebbe non risolvere i problemi esistenti e addirittura aumentarne le criticità. Al contrario, un indulto “preparato e accompagnato”, con efficacia differita di tre-sei mesi, permetterebbe di attuare un trattamento penitenziario adeguato e un’assistenza post-penitenziaria efficace, favorendo un reinserimento più sicuro e responsabile.
Petizione popolare e adesioni di rilievo
Da sottolineare che a partire dal 25 marzo sarà lanciata una petizione popolare aperta a tutti, tramite una piattaforma web dedicata, per sostenere questa proposta. Tra i primi firmatari e sostenitori, figurano personalità di spicco come Giovanni Accolla, Stefano Anastasia, Gualtiero Bassetti, Rita Bernardini, Fausto Bertinotti, Edmondo Bruti Liberati, Massimo Cacciari, Gian Carlo Caselli, Davide Cerri, Luigi Ciotti e Gherardo Colombo. Le loro adesioni a titolo personale rappresentano un importante segnale di attenzione e impegno verso una riforma che risponda alle esigenze del sistema carcerario e alle sollecitazioni provenienti dalle più alte cariche istituzionali, tra cui papa Francesco, papa Leone e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.






