Milano, 17 marzo 2026 – Andrea Dini è coinvolto in un’indagine giudiziaria per presunti casi di caporalato presso la sua azienda familiare. La Dama Spa, società attiva nel settore della produzione di maglieria e abbigliamento, è finita sotto la lente dei pubblici ministeri Paolo Storari e Daniela Bartolucci, che hanno disposto un controllo giudiziario urgente. La società è guidata dal fratello della moglie di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, figura di spicco della politica italiana riconfermato nel 2023.
Andrea Dini, accuse di sfruttamento nel settore tessile
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, la Dama Spa, la società di Andrea Dini, avrebbe sfruttato manodopera cinese, violando le normative sul lavoro e le condizioni contrattuali previste dalla legge. Le indagini si concentrano su pratiche di caporalato, una piaga che continua a colpire settori chiave dell’economia italiana, tra cui il tessile e l’agricoltura. L’intervento tempestivo della magistratura ha portato al controllo giudiziario della società, con l’obiettivo di verificare le condizioni di lavoro e tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti.
Il ruolo di Attilio Fontana e il contesto politico
Attilio Fontana, avvocato penalista e presidente della Lombardia dal 2018, è una figura centrale nel panorama politico nazionale e regionale. Nato a Varese nel 1952, Fontana ha ricoperto ruoli istituzionali di rilievo tra cui sindaco di Varese e presidente del Consiglio regionale lombardo. La sua presidenza è caratterizzata da un forte impegno per l’autonomia regionale e la gestione efficiente delle risorse pubbliche, con particolare attenzione a innovazione e sviluppo economico. La vicinanza familiare con Andrea Dini pone ora l’attenzione anche sulle possibili ripercussioni politiche dell’inchiesta.






