Milano, 23 gennaio 2026 – Nel cuore del quartiere storico di Brera, a Milano, prosegue la battaglia legale sul sequestro della torre residenziale Unico-Brera, oggetto di un’inchiesta urbanistica che ha acceso un acceso confronto tra la Procura e le difese degli imputati. Il palazzo, attualmente sotto sequestro, è al centro di un contenzioso che vede i legali degli indagati chiedere con forza la revoca del provvedimento, sostenendo la regolarità dell’intervento edilizio.
La difesa: “Il palazzo di Brera è regolare e il sequestro ingiustificato”
Secondo le difese rappresentate dagli avvocati Federico Papa, Fabio Todarello, Lodovico Mangiarotti e Michele Bencini, l’operazione immobiliare in via Anfiteatro è pienamente conforme alle normative urbanistiche. Nel ricorso presentato al Tribunale del Riesame, gli avvocati sottolineano come il giudice per le indagini preliminari, nell’ordinanza di sequestro, non abbia considerato le sentenze favorevoli emesse sia dal Tar che dal Consiglio di Stato, che hanno dichiarato legittimo il titolo edilizio del progetto.
Le difese evidenziano inoltre che questo caso rappresenta un’eccezione nel panorama delle indagini in corso, poiché è l’unica operazione che ha ottenuto una valutazione tecnico-amministrativa positiva prima dell’avvio delle indagini. Carlo Rusconi, imprenditore coinvolto nella realizzazione dell’intervento, ha ottenuto conferme giuridiche che avrebbero dovuto escludere qualsiasi contestazione per abuso edilizio o sequestro preventivo. A suo avviso, l’impostazione interpretativa della Procura appare “estemporanea e imprevedibile”, in netto contrasto con l’orientamento consolidato della giustizia amministrativa e delle procedure comunali.
Il contesto dell’inchiesta urbanistica a Milano
L’inchiesta coinvolge complessivamente 27 indagati accusati di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso, con l’accusa rivolta anche alla presentazione di una Scia invece di un piano attuativo adeguato, soprattutto riguardo agli annessi servizi della zona. Tuttavia, nel caso di Brera, le difese insistono sull’esistenza di un quadro autorizzativo chiaro e legittimo, che dovrebbe escludere l’applicazione di misure cautelari così restrittive come il sequestro.
Il Riesame ha preso in esame le memorie difensive e i documenti integrativi depositati dalla Procura, ma al momento la decisione è in fase di riserva. I prossimi giorni saranno cruciali per stabilire l’eventuale dissequestro del palazzo, che rappresenta un nodo significativo nel panorama delle indagini urbanistiche milanesi.






